mercoledì 8 giugno 2011

Il senso di Buffon per la toponomastica

"Siamo sempre l'Italia di piazzale Loreto, basta un nome in prima pagina e tutto viene infangato, quando il fatto per ora non è chiaro". 
A parlare così forbito, in difesa degli accusati nel nuovo scandalo del calcioscommesse, è il calciatore della Juventus Gianluigi Buffon. Il sapido portierone stupisce tutti ostentando una rinnovata conoscenza della storia italiana (e della viabilità milanese); la circostanza non è così singolare trattandosi della medesima persona che ai tempi di Parma scrisse un motto fascista sulla propria maglia di gioco e che scelse - ancora casualmente - un numero di maglia appartenente alla tradizione nazista.
La citazione di piazzale Loreto lo riabilita anche dal piccolo problemino amministrativo che  ha patito quando l'Università di Padova ha individuato quale falso il diploma di maturità di scuola secondaria superiore utilizzato per l'iscrizione all'ateneo, che l'astuto Gianluigi aveva solo millantato di aver conseguito.







Quando Buffon scrisse: «Boia chi molla»

L' ex portiere del Parma scelse il numero 88 senza sapere che simboleggiava il saluto «Heil Hitler»

La «Buffonata» gelò gli spettatori una sera del settembre 2000, quando il portierone del Parma (oggi alla Juve) si presentò in campo con un sorrisone a trentadue denti e una sorpresa sulle spalle. Una maglia a dir poco di cattivo gusto. Sulla schiena di Gigi Buffon, infatti, spiccava il numero «88»: non sapeva, il difensore ignorante, di aver scelto il numero che nella simbologia neonazista rappresenta il saluto «Heil Hitler». «Non ho studiato la storia», si giustificò Buffon: «E chi lo sapeva? Per me era un numero che simboleggiava il carattere». E non fu difficile credergli. Assolto ma recidivo. Perché era stato sempre Buffon, in un' altra circostanza, ad aggiungere a penna sulla maglietta «Boia chi molla», ancora una volta ignaro del fatto che fosse lo slogan dei fascisti nella gazzarra di Reggio Calabria del 1970. (corriere)
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IL GIOCATORE SI ERA ISCRITTO NEL ' 97 ALL' UNIVERSITÀ DI PARMA, L' ATENEO CONTESTA I DOCUMENTI

Buffon, i guai non finiscono più

Il portiere denunciato per un diploma scolastico «sospetto»


La vicenda nasce nel 1997 quando il portiere del Parma decide di iscriversi all' Università di Parma, Facoltà di Giurisprudenza. Insieme con la documentazione necessaria, Buffon produce alla Segreteria di Facoltà anche il Diploma di Ragioneria conseguito nell' anno scolastico 1996/97 con la votazione di 42/60 presso il Centro Studi Antonio Manieri di Roma. Le Università hanno l' obbligo di verificare l' autenticità dei diplomi entro il termine di quattro anni. Ed è così che la Facoltà di Giurisprudenza di Parma con una lettera datata 2 marzo 2000 ha chiesto assicurazioni in merito al diploma di Buffon all' istituto romano. Il 9 maggio di quest' anno, l' istituto avrebbe risposto che Buffon non solo non avrebbe sostenuto l' esame di maturità ma neppure sarebbe figurato tra i suoi iscritti. (corriere

2 commenti:

  1. ma soprattutto ostendando...

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  2. Errorino ortografico... grazie della segnalazione.

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