giovedì 30 giugno 2011

Buccinasco e le storie tese (o della truffa del sasso lanciato sull'auto)



Questo ridente comune alle porte di Milano non è nuovo verso la mia persona alle disavventure viabilistiche: circa un anno fa il sottoscritto, nelle vesti di cittadino automobilista, veniva insultato da un altro pilota per non aver rispettato l'immissione da destra (ma questo luminare della circolazione stradale aveva anche uno stop da rispettare sul suo tormentato tragitto). 


Sempre nel 2010, ma all'inizio dell'anno, un collega dello scienziato delle quattro ruote di cui sopra, insultava me medesimo in quanto colpevole di avergli segnalato con clacson e lampeggiamento dei fari abbaglianti che entrare contromano in una strada a doppia carreggiata a buona velocità, ma nel senso inverso, poteva risultare un atteggiamento socialmente antipatico. Soprattutto se, come nel mio caso, mi trovavo a percorrere la via nel senso convenzionalmente scelto per la circolazione. 


Due settimane fa però ho incontrato il Paradosso delle regole della circolazione (e della convivenza civile) applicato al TENTATIVO DI ESTORSIONE. 


Stavo tornando a casa per Via Greppi, bel tranquillo, quando all'altezza quasi della farmacia avverto come un piccolo botto. Pochi metri dopo il guidatore dell'auto che stavo sorpassando, dopo aver abbassato il suo finestrino, sostiene a gran voce che l'avrei tamponato, e allora mi chiede di seguirlo in una via a destra per poter verificare i potenziali gravi danni alla sua automobile. E qui che ho rischiato quantomeno una RAPINA.


Ci fermiamo prima all'inizio di via Mascherpa, poi il posto non gli piace e proseguiamo oltre. Scendiamo entrambi dai veicoli e lui mi mostra un danno importante alla parte anteriore inferiore sinistra sulla carrozzeria della sua vettura. Nel frattempo scende anche un passeggero dalla portiera posteriore destra della sua Alfa, luogo dal quale è stato lanciato il SASSO (contro la mia auto) che ha provocato il botto.


Qualche secondo per capire che questi mi volevano estorcere dei soldi, con le buone maniere o con le cattive, ma era troppo tardi per fuggire. Non mi pongo neanche il problema del fatto che uno sfregio nella parte alta del lato destro della mia Peugeot potesse aver danneggiato poco prima la parte sinistra della carrozzeria immediatamente superiore al paraurti del veicolo "tamponato". 


Nel tentativo di attuare una indolore EXIT STRATEGY per me, propongo di compilare la costatazione amichevole di incidente. Solo che l'autista che avrei tamponato dice che non gli conviene (a lui) perché la sua assicurazione non lo risarcirebbe: dice che per avere il rimborso devono uscire i Vigili, e che comunque non conviene a me chiamarli. Perché, visto che l'ho superato in una strada con doppia linea continua, mi farebbero una multa e mi decurterebbero un sacco di punti sulla patente. 


Per niente intimorito da questa seria sanzione (ma anzi volenteroso di pagare il mio "grave" debito con la giustizia stradale), rifiuto per l'ennesima volta la transazione economica che generosamente mi viene proposta: "Mi dai 400 euro" mi consiglia benevolmente "e siamo a posto così". 


Io, poco allettato da questa eventualità, propongo un intervento della locale polizia urbana. A questo punto la situazione diventa surreale poiché l'autista che io avrei tamponato simula una telefonata ai vigili (di qualche posto in Italia, giacché digita il numero al volo senza cercarlo e senza sapere in che comune si trova): questi vigili, prodighi di consigli, gli raccontano, secondo quanto mi riferisce in diretta, che loro non escono se non ci sono dei feriti e se lo fanno poi emettono gravissime sanzioni a chi ha infranto divieti. Io avrei causato un incidente superando una linea continua doppia: "Minimo per te sono 800 euro di multa e ti levano la patente chissà per quanto". (Peraltro via Greppi è una strada a doppia corsia per senso di marcia senza doppia riga continua)


Appena terminata la telefonata mi propone un'ulteriore transazione: per € 300 avrebbe chiuso un occhio e mi avrebbe "perdonato". 


Solo che io quei soldi - manco a volerlo - non li avevo, sicché propone di accompagnarmi ad un bancomat per prelevare i contanti necessari. La cosa va avanti ancora: in questo lunghissimo tempo, le chiavi della mia auto sono rimaste in una tasca dei pantaloni mentre il mini-zaino con il portafoglio, il cellulare e i documenti è rimasto celato sotto il sedile del guidatore (quando viaggio in auto da solo, preferisco metterlo lì piuttosto che lasciarlo incustodito sul sedile anteriore del passeggero). 


Intanto il compare del "tamponato" non smette di scrutare con curiosità l'interno della mia macchina. 


Visto che sono inflessibile di fronte ai ripetuti tentativi di dazione volontaria di danaro per sanare il danno (ovvero non cedo all'estorsione), in maniera un po' incosciente propongo l'intervento dei Carabinieri tramite il 112: a Buccinasco c'è una stazione dei Carabinieri, ci mettiamo in contatto con loro, propongo. Rischio io più di lui, ma almeno otterremo giustizia. 


Sbuca sul proscenio dall'auto tamponata una ragazza che asserisce con certezza che "loro" (i Carabinieri) non sono competenti e, visto che continuo ad affermare che non ho contanti e che la mia carta bancomat è disabilitata al prelievo (e anche la carta di credito, che sfortuna), il tamponato mi propone di tornare sul luogo del fattaccio ad attendere i vigili urbani che avevano precedentemente "contattato". 


Capisco che è una tattica per fiaccare la mia pazienza e la mia lucidità, ma accetto di buon grado l'invito, sperando che per una congiunzione astrale i Carabinieri appaiano per caso (non è insolito incontrarli durante la loro normale attività di presidio e controllo del territorio).


Giunti là, il simpatico mi propone un'ultima offerta, ovvero che "200 euro è il giusto". Ribadisco che le transazioni per strada in nero e senza ricevuta non mi aggradano (e anche le estorsioni, ma non mi sembrava carino aggiungerlo); l'automobilista estorsore, delusissimo, inforca la sua auto e se ne va.


Non ho fatto denuncia presso una stazione dei CC. in quanto non sono riuscito a memorizzare la targa dell'auto, che tendenzialmente secondo me doveva essere pure rubata. 


Morale: quando si guida, bisogna pure stare attenti ai finti tamponamenti e alle conseguenti  richieste ingiustificate di danaro. 


Sono stato fortunato comunque, non sono stato rapinato né ho subito il furto dell'auto, dei soldi o di altri oggetti; e questi organizzatori di finti incidenti, con lancio di sasso sulla carrozzeria, non sono stati fortunati nel beccare uno nato alla Barona. Una curiosità: i protagonisti del tentato taglieggiamento avevano tutti e tre uno spiccato accento napoletano.





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