martedì 3 maggio 2011

Acqua Ferrarelle e greenwashing

Prodotto a Impatto Zero© (ma non per l'ambiente)
Visto che è sempre più in crescita la porzione di consumatori italiani attenta all'ambiente, le aziende si adeguano cercando di produrre beni sempre più eco-sostenibili. 
E dato che - è proprio il caso di dire - questi virtuosi cittadini spesso si bevono qualsiasi cosa in quanto nutrono verso la natura un afflato irrazionale, le aziende si adeguano e seguono questa nuova moda.

La scafata Ferrarelle da qualche settimana ha messo in commercio la sua famosa acqua effervescente naturale con la formula Impatto Zero©: ma è una balla.


Le bottiglie di acqua minerale Ferrarelle non sono a “impatto zero”come dice la pubblicità sull’etichetta. E’ questa in sintesi la sentenza del Giurì dell’autodisciplina pubblicitaria, che accusa la società di avere utilizzato diciture ingannevoli sull’involucro di plastica usato per avvolgere le tipiche confezioni da 6 bottiglie.
Le scritte sotto accusa sono “Impatto zero, e una seconda frase riportata in caratteri tipografici molto più piccoli, dove si dice  che Ferrarelle"compensa la CO2, emessa nell’atmosfera  per produrre questa bottiglia  di  acqua con la creazione e la tutela di nuove foreste“. Il motivo è presto detto. Ferrarelle ha ottenuto da Lifegate la possibilità di usare per due mesi il marchio “Impatto zero” su circa 26 milioni di bottiglie di plastica (*). Per avere il marchio la società ha versato una somma destinata a riforestare un’ampia area boschiva, in modo da compensare le emissioni di anidride carbonica collegate alla produzione delle bottiglie.
Per il Giurì la frase “impatto zero” sull' involucro di plastica risulta ingannevole perchélascia intendere al consumatore che la produzione di minerale è interamente compensata, e questo non è vero. La riforestazione si riferisce solo alla quantità di emissioni di anidride carbonica relative alle bottiglie, per cui restano fuori le altre emissioni inquinanti collegate al processo produttivo. Il Giurì ha deciso la censura del messaggio e l‘adeguamento della sentenza entro 120 giorni. In realtà per quella data le  bottiglie saranno già state vendute e il danno per Ferrarelle sarà marginale.
La vicenda Ferrarelle solleva per l’ennesima volta la questione del Greenwashing, ovvero  la scelta delle aziende di evidenziare nei messaggi pubblicitari aspetti ecologici inesistenti o scorretti per accattivarsi le simpatie dei consumatori. Basta sfogliare un giornale per rendersi conto di quanto sia in ascesa il tema green in tutti i settori e di quanto siano poco efficaci gli strumenti di controllo.

http://www.ilfattoalimentare.it/lacqua-minerale-ferrarelle-non-%C3%A8-a-impatto-zero-censurata-la-pubblicit%C3%A0.-nuovo-caso-di-greenwashing.html


Greenwashing è un neologismo indicante l'ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni finalizzata alla creazione di un'immagine positiva di proprie attività (o prodotti) o di un'immagine mistificatoria per distogliere l'attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi.



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