giovedì 14 aprile 2011

Processo (più) breve



Ieri sera, per evitare la conclusione di un processo ad un tale che ora fa il Presidente del Consiglio dei Ministri, la Camera dei Deputati ha votato una legge che diminuisce i termini di prescrizione (dei reati). Non è il primo né sarà l'ultimo provvedimento ad personam, e questa fattispecie si commenta da sé. 



Non capisco però come la diminuzione dei tempi di prescrizione possa inficiare del tutto i tempi dei processi penali di L'Aquila, Viareggio o Moby Prince: per quest'ultimo caso, di fronte a capi d'imputazione gravi come attentato alla integrità dello Stato, attentato contro organi costituzionali, strage, naufragio e attentato alla sicurezza dei trasporti colposi (fonte) mi auguro comunque che vengano erogate le pene relative alle responsabilità eventualmente acclarate oltre ogni ragionevole dubbio. 


Se la pena massima per un determinato reato è 10 anni, prima il termine della prescrizione del reato (per gli incensurati) era 12 anni e 6 mesi ora diventa 11 anni e 8 mesi. Non sarà mica "colpa" solo di questa legge se tutti questi processi non giungeranno a sentenza definitiva?




Nel testo targato Pdl si pongono limiti al prolungamento del tempo necessario a prescrivere per gli incensurati: nell'articolo 161 del codice penale vigente un reato è prescritto una volta trascorsi gli anni del massimo della pena prevista da quel reato più un quarto (della pena stessa); con il nuovo articolo 161 si passa da un quarto ad un sesto. Fanno eccezione i reati di grave allarme sociale di cui all'articolo 51, commi 3-bis e 3-quater (mafia, terrorismo e altri delitti ad essi assimilati), del codice di procedura penale.


http://www.repubblica.it/politica/2011/04/13/news/scheda_breve-14895267/?ref=HREA-1


"Il nostro dolore non va in prescrizione"
Alla Camera la rabbia dei familiari delle vittime

Numerosi le associazioni e i comitati che hanno manifestato in piazza Montecitorio. Slogan, striscioni, appelli. E tanti cartelli con i volti delle vittime de L'Aquila, della tragedia di Viareggio, della Moby Prince. Poi la richiesta: "Continuate la protesta con noi"di CARMINE SAVIANO 
http://www.repubblica.it/politica/2011/04/13/news/il_nostro_dolore_non_va_in_prescrizione_alla_camera_la_rabbia_dei_familiari_delle_vittime-14903568/?ref=HREA-1

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti NON vengono pubblicati subito.