lunedì 4 aprile 2011

L'evasione fiscale italiana vista dai "leghisti" del Canton Ticino



Italia, evasione al 17,8% Nazionale, ma in alcuni casi vola a 38%!

03/04/2011

Il Mezzogiorno si conferma campione di dichiarazioni fiscali fraudolente, con picchi del 66% in alcune aree ben localizzate
MILANO – E’ impietoso ma assolutamente efficace il quadro dell’evasione fiscale presentato in questi giorni dal Corriere della sera riguardo all’Italia. Il quotidiano edito nel capoluogo Lombardo fotografa una situazione generale che, se appartenesse a un qualsiasi stato dell’Occidente, verrebbe ritenuta anormale e preoccupante, per lo meno per quanto riguarda i versamenti dei tributi allo Stato, ma nel “Bel Paese”, quelle delle contraddizioni e delle mazzette calcolato un tot al Megawattora (sulla produzione di energia elettrica da pannelli solari in Sicilia!) tutto si può fare senza che nessuno si scandalizzi troppo. Questi i dati: i contribuenti della Penisola evadono in media 17 € e 87 cent. ogni 100 € di imposte versate al fisco. Ma se dal calcolo si sottraggono quei redditi che per definizione non possono esser evasi a causa delle trattenute “alla fonte” (stipendi, pensioni, interessi cedolari su Bot (Buoni ordinari del tesoro) e conti correnti), la pur già significativa percentuale di imposte evase sale fino al 38,41% (uella!). Leggendo questi dati non si può, tuttavia, non considerare la sostanziale differenza nel comportamento (anche in ambito fiscale) che esiste fra Padania e Meridione: in alcune aree del Sud il picco di evasione giunge addirittura al 66%! Al Nord gli importi evasi sono più consistenti (per il volume di affari legali, pertanto dichiarati!). Lo studio che ha preso in esami questi dati, indica, fra l’altro, le aree dove il tasso di evasione è minimo (attorno al 10%), tutte rigorosamente dislocate nell’area Cisalpina (chissà come mai!): Lecco, Brescia, Cremona, Milano, Torino e Genova.

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