sabato 12 febbraio 2011

Tumblr vs Facebook



Ormai un account su Facebook ce l'hanno tutti (quelli che usano assiduamente internet). Questo sito è così importante che ormai un quarto del traffico web italiano è rappresentato dal dominio facebook.com: 8,5 miliardi di pagine viste nell'ultimo mese di gennaio su un totale di 32,7 secondo Nielsen NetRatings. Non è solo una moda italica perché anche all'estero non scherzano con l'affetto verso faccialibro
Anch'io non faccio eccezione, anzi ne possiedo ben due di account. Però è ormai un anno che ho smesso di usarlo attivamente e mi limito ad accedervi una volta ogni tanto solo per testare il polso alla miseria umana di cui FB è la massima espressione.
La cosa di FB che più deve stupire è che ha sdoganato l'anonimato in rete, prima di esso l'internauta medio aveva paura anche a compilare il campo "comune di residenza" di un modulo di iscrizione on line per paura di essere intercettato o monitorato. Ora invece FB è il canale privilegiato di espressione dei peggiori difetti della specie umana: l'esibizionismo si mischia alla volontà di manifestare le proprie idee, come se in rete o fuori da essa non vi siano spazi più dignitosi di relazione sociale. Per l'utente (o utOnto) FB medio la sfera del privato acquisisce più valore intrinseco quando acquista visibilità in questa sede.
Il peccato originale di FB è l'incipit di ogni pagina personale: "A cosa stai pensando?"; visto che l'homo sapiens sapiens è pirla una domanda del genere non può che produrre la fiera della banalità.
Pur essendo iscritto in pratica a tutti i principali social network (Twitter, Friendfeed ecc.), il migliore a mio avviso è Tumblr dove le amicizie tra gli utenti non sono obbligatoriamente reciproche come su FB e dove non è possibile blaterare per dimostrare l'esistenza in vita e l'utilizzazione del servizio. 
Le due immagini sottostanti illustrano la diverse filosofie dei due servizi.


Facebook: non me ne frega una fava di cosa stai pensando. Se l'avessi voluto sapere te l'avrei chiesto.

Tumblr: se devi dire qualcosa fallo, altrimenti stattene zitto.

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