domenica 13 febbraio 2011

Sanctum


Sono stato trascinato a vedere un film in 3D con il corredo dei fantozziani occhialoni appositi e la certezza di assistere alla proiezione di una pellicola insulsa (non per niente il produttore James Cameron è già passato alla storia del cinema per Titanic e Avatar). 
Aspettative non deluse dalla trama del film in oggetto, avvolgente come un libro di  Giorgio Faletti (nei quali di solito si capisce come va a finire già da pagina 4) e appartenente al genere cinematografico del thriller apocalittico ad eliminazione diretta dei personaggi. 
E l'attrice da mostrare
 l'avevano anche scritturata.
Le quasi due ore del film vedono questo gruppo di sfaccendati milionari speleologi rimanere imprigionati all'interno di una grotta della Nuova Guinea: come all'Isola dei Famosi o al Grande Fratello, dal gioco delle nomination deve uscire un unico e incontrastato vincitore finale. 
La stereoscopia della tridimensionalità è coreografica ma non giustifica i 10,50 euro del prezzo del biglietto. 
Con qualche "effetto speciale" in più carpito dai vituperati e vituperabili cinepanettoni dei Vanzina o di Neri Parenti (qualche battuta volgarotta o la fugace esibizione di qualche corpo femminile discinto) il film Sanctum ne avrebbe guadagnato in ritmo e vivacità narrativa. 

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