lunedì 7 febbraio 2011

Due maroni


Il Ministro degli Interni Roberto Maroni ha sviluppato due forti convinzioni parallele, oppure ha una concezione personale della Giustizia, laddove la resistenza a pubblico ufficiale ha una gravità diversa a seconda del soggetto responsabile.

IL CASO

Scontri ad Arcore, la condanna del Colle
"Manifestare ma senza violenza"

Il capo dello Stato stigmatizza gli scontri avvenuti vicino alla villa di Silvio Berlusconi Arcore: "Colpa degli estremisti". Il ministro Maroni: "Condanne esemplari per i colpevoli". Scarcerati i due giovani arrestati.

Dura la reazione del ministro dell'Interno Roberto Maroni: "Sono fatti che vanno colpiti e continueremo a farlo: oggi c'è il processo per direttissima e spero che chi si è reso responsabile dell'aggressione ai poliziotti subisca una condanna esemplare". Secondo il ministro dell'Interno "la protesta è sempre legittima ma quando diventa atto di violenza e si lanciano sassi e bottiglie contro i poliziotti non c'è nessunissima giustificazione".


Scontri con la polizia, condannati Bossi e Maroni



MILANO Scontri con la polizia, condannati Bossi e Maroni MILANO - «E' una sentenza incostituzionale: ora Umberto Bossi rischia la galera». Ha usato parole forti, l' «avvocato padano» Matteo Brigandì, per commentare la sentenza che ieri ha confermato le condanne e dimezzato le pene a sei dirigenti della Lega, accusati di essersi «opposti con la violenza» alla perquisizione di polizia del 18 settembre ' 96 nella sede del partito in via Bellerio a Milano. Per quella giornata di scontri tra ispettori della Digos e dirigenti del Carroccio, la quarta Corte d' appello ha inflitto 4 mesi e 20 giorni di reclusione al ministro Roberto Maroni e ai parlamentari leghisti Mario Borghezio, Roberto Calderoli, Davide Caparini e Piergiorgio Martinelli.

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