sabato 15 gennaio 2011

Referendum Fiat



Hanno vinto i SI'. La linea imprenditoriale darwinista di Marchionne è stata approvata. Con la complicità dei sindacati gialli alleati della FIAT. 
Da oggi i 5500 operai torinesi saranno liberi di lavorare otto ore consecutive intervallate da ben tre pause da 10 minuti e godere della "pausa" pranzo a fine turno. In nome della produttività e della competitività, dovranno subire le turnazioni decise dall'azienda e non ci sarà neanche neanche la FIOM a ricordare all'azienda il rispetto delle regole. 
La Fiat non fa più parte di Confindustria e i suoi lavoratori non hanno più un contratto collettivo nazionale che disciplini il rapporto di lavoro. Nel nuovo contratto il diritto di sciopero e di contestazione è derubricato a fastidio non accettabile. 
Si diceva che se l'accordo fosse stato approvato, la Fiat avrebbe ricominciato a investire a Mirafiori. Sarà anche vero, ma per la prima volta nella storia del mondo del lavoro italiano, c'è stata una portentosa regressione dei diritti dei lavoratori. Da oggi qualsiasi altro imprenditore può imporre la deregolamentazione con la minaccia e il ricatto, come ha fatto Marchionne. Nell'immobilismo del Governo e nell'indifferenza delle opposizioni parlamentari come contorno.
FIOM e CGIL sono - purtroppo - le uniche forze sociali di OPPOSIZIONE di questa Italia liberale.

1 commento:

  1. Sono perfettamente d'accordo con te.
    E' un fatto scandaloso di cui ci si deve solo vergognare.
    Mi dispiace per i lavoratori della Fiat che praticamente sono stati obbligati ad accettare tutte quelle condizioni e nessuno, del nostro governo, ha fatto una piega per difenderli, anzi hanno apprezzato la posizione di Marchionne. Sich.

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