martedì 18 gennaio 2011

La spallata



Il nostro attuale amatissimo Presidente del Consiglio ha superato finora ognuno degli scandali che negli ultimi diciassette anni lo hanno colpito. Alcuni con nonchalance, altre volte costruendosi preventivamente o successivamente norme legislative che lo tutelassero. 
Ma in quest'ultimo caso è diverso: per respingere l'ipotesi accusatoria della Procura di Milano sulla sua nuova (supposta) abitudine di effettuare congiunzioni sessuali prezzolate, talvolta con minorenni, ha dovuto addirittura affermare di avere una compagna segreta (e ciò per discolparsi dall'accusa di frequentare prostitute). 
Stavolta non verrà digerita.
Chi lo accusa è forse uno dei magistrati inquirenti italiani più validi: quella Ilda Boccassini che da una vita combatte e vince contro le mafie che popolano la società italiana. Posto che appare evidente anche ai più accessi anti-berlusconiani l'eccesso di attenzione di alcune Procure della Repubblica verso Silvio Berlusconi (non esiste una casistica simile di analoghe azioni investigative verso altri eminenti cittadini) cosiccome la chirugica tempistica dell'avviso di garanzia del Caso Ruby (nei giorni immediatamente successivi la parziale bocciatura del "legittimo impedimento" della Corte Costituzionale). 
Stavolta Silvione l'ha fatta troppo grossa: come liberale garantista sono stato disposto a scusare in lui qualsiasi comportamento sconveniente come i festini nelle sue ville o il ricevimento di prostitute professioniste a Palazzo Grazioli, posso anche aver soprasseduto sui problemi penali connessi alle sue aziende (non perché li ritenga irrisori, tutt'altro, ma solo in quanto non lo rendono diverso da buona parte degli imprenditori del nostro Paese), ma aver organizzato o semplicemente fruito di una piccola industria del sesso a pagamento è troppo. 
Povero Silvio, aveva preso anche Ibrahimovic.
Il Tribunale di Milano potrebbe dare così la spallata finale al Regno di Berlusconi, riuscendo laddove le sue forze politiche avversarie non sono mai riuscite. Certo, la magistratura non è e non deve essere un attore politico, ma di fronte al vuoto cosmico delle forze elettorali che avrebbero dovuto e potuto contrastare la leadership di Silvione, PURTROPPO, essa ha minato la sua forza, forse definitivamente. 
A mio giudizio, tra non più di un paio di mesi partirà la Terza Repubblica, senza "il Cavaliere" ma con sempre le forze di centro-destra al potere. Cambierà poco e quelli che sono anti-berlusconiani per professione  (quelle organizzazioni che vanno dal quotidiano Repubblica all'Italia dei Valori di Di Pietro passando per PD e radical chic di stampo rutelliano) rischiano l'annientamento poiché avranno perso la loro principale ragione - politica - di esistere. Avremo un berlusconismo senza Berlusconi e una sinistra priva di suoi veraci rappresentati? Quasi certamente sì. 



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