martedì 25 gennaio 2011

Ikea e "article marketing"


L'Ikea è un labirinto,

per far spendere più soldi

«Arma psicologica per confondere i favorire gli acquisti». L'azienda: «Li mettiamo solo a loro agio» (corriere)

E questo sarebbe un pezzo giornalistico?
Il modello del percorso obbligato che il frequentatore di uno store deve affrontare è comune a più punti vendita complessi: si pensi agli Autogrill delle aree di servizio delle autostrade italiane in cui chi vi entra, anche solo per bere un caffè o recarsi presso i bagni, è obbligato per raggiungere l'uscita a transitare per la fiera di salumi, cibi tipici o altri prodotti non necessari. 
Ed è un'esperienza comune ai frequentatori dei supermercati Esselunga, dove l'accesso agli altri reparti è vincolato al passaggio nel reparto "Ortofrutta" con zucchine e insalate che sorridono al consumatore per predisporre favorevolmente il suo processo di acquisto (altri ipermercati, come il Gigante, propongono il passaggio nel reparto offerte-occasioni, il "fresco" e gli "sconti" sono le due armi predilette dalla GDO per sedurre il consumatore). 
Ikea non è certo nuova ad accalappiare contenuti editoriali, come documentato in questa sede laddove è stato protagonista il principale concorrente del Corriere, ovvero Repubblica. Certo però il lettore meriterebbe maggiore rispetto. La crisi delle vendite dei quotidiani non si combatte con contenuti forzati, non citando, ad esempio, l'esistenza negli stessi punti vendita del mobilificio svedese di scorciatoie per evitare un tour più lungo e inutile.
Nell'articolo si descrive l'impero Ikea con una dovizia di particolare degna di un ufficio stampa, un'attenzione fin troppo affettuosa perchè nel passato di Ingvar Kamprad non c'è solo il redditizio commercio di fiammiferi venduti con profitto ai vicini di casa, come descritto nell'articolo succitato. 



Founder of Ikea store haunted by Nazi past




The building's exterior is vibrantly blue and yellow. The founder's past is vaguely checkered.


When Ikea opens its newest store in Emeryville next week, thousands of shoppers will invade the mammoth building in search of stylish, low-cost furniture.


But not many will know about the founder's past: As a teenager, he attended Nazi Party meetings in Sweden in the three years after the end of World War II.

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