20 marzo 2010

La seconda riga

Capolavoro di TuttosporC

Alcune considerazioni: ci sono almeno 310 pirla da sottoporre a TSO perché hanno sottoscritto il fatto che la Juventus (RuB?entus) stava salvando l'onore italico e i relativi coefficienti UEFA, avendo travolto, a suon di gol, il Minkior Puzzos; sarebbe interessante richiamarli tutti per sottoporli ad un test scientifico sul loro Quoziente Intellettuale.
Ma sappiamo anche che coloro che acquistano in edicola il quotidiano Tuttosport nel 32% dei casi grufolano, nel 21% nitriscono, nel 12% ragliano, solo nel 6% muggiscono. Nel restante quoziente emettono peti quale principale elemento di comunicazione verbale, quindi pare giusto fare finta di niente. Ma siffatto articolo giornalistico è realmente uscito. Il mondo è pieno di pirla.

19 marzo 2010

Prelazione Inter-Cska

Gli abbonati potranno decidere se acquistare o meno i biglietti del quarto di finale contro i sovietici dopo la disputa della partita. In questo modo, se il risultato non fosse soddisfacente, risparmierebbero i soldi. Questa sì che è una società attenta alle esigenze dei propri tifosi. http://www.inter.it/aas/news/reader?N=47697&L=it

Buon sorteggio per le italiane

Sorteggio ostico solo per l'Inter che trova nei quarti di finale i rocciosi post-comunisti del CSKA Mosca (sono sempre difficili le partite contro le squadre che hanno un acronimo per nome).

Vediamo se abbiamo fortuna

18 marzo 2010

C'è a chi piace la Riga

Allora va in Lettonia, giusto perché la capitale della Lettonia è bella (inserita nella lista dei siti patrimoni dell'umanità UNESCO già dal 1997) ed anche economica, sia per raggiungerla che per viverla. Queste due componenti associate facilitano la vita al turista. Se fossi stato single assatanato la città avrebbe potuto offrire anche una fauna umana locale di tutto rispetto.
Di seguito un po' di foto presentate in un ordine logico alla cazzo di cane. I commenti relativi non possono che fregiarsi della stessa caratteristica.
Tre piatti della cucina locale corredata da birra autoctona (ma quante ce ne sono, io non sapevo ancora un po' manco che esistesse la Lettonia fino ad un mese fa): ravioli di carne (pasta senza uovo e ripieno costituito da pezzi interi), toast di pane nero fradici di olio da guarnire con burro (piatto consigliato dalla maggior parte delle diete ipocaloriche) e ceci (neri) più pancetta abbrustolita.
Questo sotto sarebbe un fiume locale ghiacciato, ivi e indi lì pescare è un cazzo di casino, chi non vuole rinunciarci è costretto a praticare un buco nel pack per infilare la lenza.
Questo invece sarebbe il Mar Baltico, d'estate è meta di turismo balneare, a metà marzo invece è un lastrone di ghiaccio sotto il quale si può supporre ci sia acqua salata.
Il monumento fallocratico è dedicato alla Libertà (sostantivo femminile).
Lo fotografavano tutti, non ho potuto esimermi.
Ottimo metodo per convertire le vecchie cabine telefoniche trasformandole - a pagamento - in diffusori di connettività.
Il gatto delle nevi?
Si vede che in Lettonia ci sono pochi daltonici.
Una cosa incredibile: in mezz'ora scendono 30 centimetri di neve e gli aeromobili riescono a partire ed arrivare come se niente fosse (e senza neanche i buoni uffici di Bertolaso o i consigli paterni di Moretti su coperte e panini da portare seco da casa). Sono strani questi baltici.
Che minchia di cartello stradale è? Mi pare pacifico non si possa andare dritto all'incrocio, non c'è la strada oltre.
La locomotiva della Giustizia Proletaria.
Questo è un Ecopass serio, mica la roba inutile e bizantina della Moratti. Per entrare nel centro si paga da 5 a 8 batacchi (tra i 7 e gli 11 euro): considerando anche il tenore di vita locale, ciò garantisce il centro storico praticamente privo di automobili. Il costo per parcheggiare l'auto è un'altra mazzata.
Gli uccelli palmipedi del parchetto locale per circa sei mesi all'anno non possono nuotare perché il loro laghetto è ghiacciato. Fossi in loro emigrerei, ma forse i sussidi dell'Unione Europea che regolarmente percepiscono li trattengono in patria.
Il solito ristorante del Bel Paese si permette di prendere per il culo i propri clienti giocando sui classici luoghi comuni italioti. I locali ne sono lusingati.
Pavlik Morozov è ufficialmente un mio nuovo idolo: durante gli anni Trenta denunciò alla polizia segreta una marachella (nemica del popolo) dei genitori (che poi lo uccisero) e poscia diventò il punto di riferimento per le organizzazioni educative giovanili.
Curiosamente, il museo dedicato alla storia nazione del periodo sovietico è denominato dell'OCCUPAZIONE. E dire che russi e lettoni dovrebbero avere molte cose in comune, a partire dal rapporto con il sonno.
Questa difesa dei kulaki e del loro egoismo di classe appare francamente fuoriluogo. Anche al giorno d'oggi, appellare quale "kulako" è considerato un insulto, secondo le regole omofobe non scritte della morale pubblica.
Non rideva mai perché non c'era molto da ridere. Quest'uomo nel 1942 ha fermato i nazisti (prima e dopo ha compiuto anche atti non sempre condivisibili), senza di lui ora mangiavamo crauti a colazione, se non eravamo stati gasati prima.
Quello che si vede in fondo a destra è un traghetto...

Stefano Cucchi

Non è morto per le percosse subite ma perchè per una settimana non ha potuto idratarsi, ed è stato sottoposto alle necessarie mediche solo dopo che è deceduto (prima potevano servirgli e forse era meglio evitare). Le sanguinose dittature sudamericane di Pinochet e dell'Argentina dei colonnelli avrebbero potuto impararare molto dalla Repubblica democratica italiana.

17 marzo 2010

Il Maestro

Ho visitato la casa natale di Sergej Michajlovič Ejzenštejn (Сергей Михайлович Эйзенштейн). Il Viaggio a Riga è valso, del tutto.

Mauro Suma: "La stiamo vincendo!"

Questa Inter non è l'unica squadra lombarda capace di imprese epiche contro le squadre dell'England.

Ricetta chelseana

Per assaporare al meglio un buon maiale è necessario che un Re (Leone) individui l'ottavo di Coppa idoneo. Altrimenti si rischia che il piatto vada indigesto al bilanista di turno.