10/nov/2009

Berlin wall

« Tutti i muri sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. »

TV Svizzera - Ultimo Minuto

Le conseguenze brutte brutte brutte della voluttà irrefrenabile di consumare un ghiacciolo al tamarindo, di cui si è naturalmente ghiotti (fonte TSI1, o TSI2?). Con il brutto brutto brutto effetto collaterale dello scongelamento dei naselli.

09/nov/2009

Mixing a cocktail as Schumacher drives

Exclusive video, combining Michael Schumacher, arguably the world's greatest driver, and Salvatore "The Maestro" Calabrese, one of the world's greatest mixologist. Schumacher puts Calabreses mixology skills to an extreme test as he drives at high speeds whilst Calabrese tries to mix the perfect cocktail. For more information on the Champions Drink Responsibly™ campaign go to http://www.championsdrinkresponsibly.com

E' la vita, è la vita...

Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto, Canzonissima, 1974.
C'è chi soffre soltanto d'amore chi continua a sbagliare rigore c'è chi un giorno invece ha sofferto e allora ha detto, io parto ma dove vado se parto, sempre ammesso che parto? Ciao! A chi sbaglia a fare le striSSie, a chi invece avvelena le biSSie. Uno tira soltanto di destro l'altro invece ci ha avuto un sinistro e c'è sempre qualcuno che parte, ma dove arriva, se parte? E la vita, la vita e la vita l'è bela, l'è bela, basta avere l'ombrela, l'ombrela che ti para la testa, sembra un giorno di festa. E la vita, la vita e la vita l'è strana, l'è strana, basta una persona, persona che si è rotta la testa è finita la festa. C'è chi un giorno ha fatto furore e non ha ancora cambiato colore. C'è chi mangia troppa minestra chi è costretto a saltar la finestra e c'è sempre lì quello che parte ma dove arriva, se parte? Ciao! A chi sente soltanto la radio e poi sbaglia ad andare allo stadio. C'è chi in fondo al suo cuor ci ha una pena, c'è chi invece ci ha un altro problema, e c'è sempre lì quello che parte ma dove arriva, se parte?

Vendita dei link e riflessioni su Google

Prendo spunto dall'ottima analisi pubblicata su questo sito in merito al fenomeno della compra-vendita di link al fine di aumentare la link popularity di un sito e quindi migliorarne il posizionamento nei listato dei risultati proposti da Google.
Le web agency, oltre ai classici servizi di marketing e design, offrono consulenza SEO, mettono cioè in pratica quella serie di accortezze e trucchetti per essere meglio referenziati su Google e uscire nella prima pagina dei risultati. Quello che non viene detto è che uno dei sistemi ormai classici per scalare il ranking di Google è scambiarsi i link, ovvero cercare di inserire il maggior numero possibile di collegamenti al proprio sito in giro per la rete. Ma i siti che hanno una reputazione alta (ovvero un Page Rank elevato) non accettano gratuitamente di posizionare sulle proprie pagine dei link uscenti.
Il bravo SEO Specialist "unge" e paga il fatto di far apparire su un sito importante il link al sito del proprio cliente. Questa strategia deve essere massiccia, perché tanto più un sito abbisogna di traffico, tanto maggiore deve essere il numero di chi lo linka.
Google non è così contento che si sia sviluppato questo mercato. Primo perché ciò inquina la qualità del proprio listato naturale (apparire primi nei risultati di Google è gratis) e secondo perché ritiene non etico questo mercato sotterraneo di scambio di collegamenti ipertestuali. Anche se, a onor del vero, tanto più il listato di Google è insoddisfacente tanto più gli annunci a pagamento (AdWords) diventano importanti, e quindi vendibili e appetibili agli inserzionisti. Ovvio, senza esagerare, i monopoli non sono infiniti. La posizione ufficiale di Google vs. la vendita di link è comunque chiara: chi lo fa e viene individuato, subisce una penalizzazione o l'eliminazione dal listato organico.
Questo fenomeno è parallelo a quello del click fraud, di cui si è già parlato qualche tempo fa. E non è l'unico altro problemino che Google deve affrontare, malgrado l'aura di gloria e la fama di cui gode - in parte del tutto giustamente - questa azienda.
Ce ne sono infatti altri due ben più gravi: le accuse di evasione fiscale e di abuso di posizione dominante (nella vendita di spazi pubblicitari sul web). Per non parlare della responsabilità morale che caratterizza ogni editore che pubblica dei contenuti, in rari casi disattesa.
Non voglio sparare a zero su Google. Malgrado queste crepe, Google rimane il miglior motore di ricerca disponibile per orientarsi su internet. Nel corso del tempo è diventato sinonimo di web e il "sistema operativo della Rete". Ed è uno strumento di democrazia del pianeta (forse il principale), anche se con connotazioni plutocratiche, come si diceva poco fa. Considerando i volumi di fatturato e il redditivo modello di business, mi aspetto che nei prossimi anni l'azienda californiana cambi rotta e risolva queste criticità.
Scrivo questo non per paura che Google cancelli questo blog (ospitato gratuitamente proprio da esso, e la gratuità dei servizi che eroga è un altro tema a suo favore): G. ha infatti una caratteristica, che - nei Paesi democratici dove opera - è democratico. Poiché ha capito e intercettato le esigenze degli utenti internet, al contrario dei suoi concorrenti nel mercato della search (Yahoo! e MSN/Microsoft), fornendo loro un motore di ricerca ricco di contenuti, aggiornato e dotato di logiche di pertinenza nella produzione dei listati. Al quale ha attaccato degli efficienti servizi (YouTube, la ricerca filtrata per notizie o immagini, la posta elettronica ecc.) su cui proporre anche lì gli annunci pubblicitari dei propri inserzionisti.
Fine del post. Grazie dell'attenzione a chi è arrivato a leggere l'articolo fino in fondo.

Risultati stupefacenti

Non so se esserne fiero o meno. Questo sofisticatissimo software dice che non ho mai visitato siti porno. E dire che sono stato di recente sul sito del TGCom. Notare il box pubblicitario in basso a sinistra (non è un fotomontaggio, anche perchè non ne sarei capace).

Federation Slip Cup

08/nov/2009

Senza Liorni il Grande Fratello perde audience

Non so se Marco Liorni due anni fa abbia deciso di sua spontanea volontà di lasciare il Grande Fratello, o siano stati i produttori del reality-show a dargli il benservito. Probabilmente la verità sta nel mezzo ed è altrettanto vero che il programma ha perso parte della sua componente vincente.
Da quel poco che ho potuto vedere, insieme al giornalista romano è stato eliminato anche il ruolo dell'intervistatore fuori dalla Casa dei "reclusi". Forse perchè non sono riusciti a trovare un altro come Liorni, che non sarebbe riuscito a giostrarsi come lui tra i concorrenti prima della loro entrata o uscita, gestendo anche i vari gruppi di tifosi dei partecipanti.
Ora gli ascolti del GF crolleranno (un'edizione senza Liorni ci poteva stare, due no) e forse la Endemol dovrà cospargersi il capo di cenere per convincerlo a ritornare alla conduzione dei collegamenti dall'esterno della Casa.
Intanto c'è già un gruppo su Facebook (86 valorosi iscritti) che chiede, in maniera colorita, il suo ritorno. Ci si augura che non rimanga un'iniziativa isolata. Riporto fedelmente lo spirito del fondatore:
E' ora di dire basta e di schierarsi al fianco di un uomo che ha fatto la storia dei reality. E' ora di gridare il nostro disprezzo nel vedere quella porta abbandonata a se stessa nella tristezza piu' assoluta... Approfittiamo di questa edizione del GF che assomiglia piu' a un bordello che ad una casa per richiedere ad alta voce il ritorno dell'unica persona capace di coordinare e segnare gli appuntamenti delle "allegre signorine" che ci sono in casa... pensate che qualcuno possa gestire la casa meglio di lui??? RIDIAMO IL LAVORO A MARCO LIORNI

07/nov/2009

Aerei militari su Assago

E' normale che stamattina sia stato svegliato da aerei a reazione dell'Aeronautica Militare che volavano bassi sopra le case? E normale che a mezzogiorno e mezza, ovvero da circa tre ore, continuino a scorrazzare e a far rumore (facendo vibrare addirittura i vetri delle finestre)? E' poco patriottico chiedere che non rompano più la beneamata minchia?

Inter-Roma? 0-0.

La storia delle partite tra Inter e Roma dal 2007 in poi è ricchissima di reti: negli ultimi tre anni solari le due squadre si sono incontrate 11 volte con 6 successi interisti, 3 giallorossi e con due soli pareggi. 43 gol segnati (23 a 20 per gli interisti) per una media di 3.9 segnature a partita.
Con queste premesse e lo 0-0 pagato 12 contro 1 dai principali bookmaker ci sarebbe di che arricchirsi ad avere il coraggio di scommettere sul risultato a reti bianche, che appare poco probabile quindi SICURO. 2006/07 18-04-2007 Campionato Inter - Roma 1-3 52' Materazzi, 43' Perrotta, 89' Totti, 95' Cassetti 2006/07 09-05-2007 Coppa Italia Roma - Inter 6-2 1' Totti, 5' De Rossi, 55' Panucci, 57' Crespo, 16' Perrotta, 20' Crespo, 31' Mancini, 90' Panucci 2006/07 17-05-2007 Coppa Italia Inter - Roma 2-1 54' Crespo, 60' Cruz, 87' Perrotta 2007/08 19-08-2007 Supercoppa di lega Inter - Roma 0-1 79' De Rossi 2007/08 6 29-09-2007 Campionato Roma - Inter 1-4 54' Perrotta, 58' Crespo, 61' Cruz, 69' Cordoba, 29' Ibrahimovic 2007/08 25 27-02-2008 Campionato Inter - Roma 1-1 38' Totti, 88' Zanetti J. 2007/08 24-05-2008 Coppa Italia Roma - Inter 2-1 55' Perrotta, 61' Pelé, 36' Mexes 2008/09 f24-08-2008 Supercoppa di lega Inter - Roma 8-7 dcr (2-2) 18' Muntari, 57' De Rossi, 84' Balotelli, 92' Vucinic 2008/09 7 19-10-2008 Campionato Roma - Inter 0-4 48' Ibrahimovic, 6' Ibrahimovic, 55' Stankovic, 57' Nsofor 2008/09 21-01-2009 Coppa Italia Inter - Roma 2-1 10' Adriano, 62' Taddei, 64' Ibrahimovic 2008/09 26 01-03-2009 Campionato Inter - Roma 3-3 51' Balotelli, 57' Brighi, 64' Balotelli, 23' De Rossi, 29' Riise, 79' Crespo

06/nov/2009

Portano la pace e la democrazia nel mondo

http://iltempo.ilsole24ore.com/index.shtml

I consigli di Stankovic

Nel finale della partita in terra ucraina, Deki dispensa consigli agli amici, ovvero di succhiare i Chupa Chups lentamente e di non sbriciolarli subito. Ma gli serotitulati ascolteranno questa raccomandazione o faranno un uso diverso del lecca-lecca?
Il secondo video (la radiocronaca tratta da Radio-RAI stupendamente raccontata da Francesco Repice) aiuta a capire una possibile motivazione legata ad un uso così poco urbano di questa caramella tonda e del suo bastoncino di plastica.

05/nov/2009

Sport Mediaset

Il gol del 2 a 1 dell'Inter di ieri sera secondo uno degli organi della disinformazione di regime, in cui Il Principe Milito è partito sul filo del fuorigioco, si tramuta in un gol in leggero fuorigioco. http://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/articoli/articolo27833.shtml

Edison e Gerry Scotti

Stimo quest'uomo. Ancora una decina di volte che sentirò o vedrò lo spot in cui Gerry Scotti pubblicizza questo fornitore di luce e gas, e mando a quel Paese l'ENEL .

04/nov/2009

Per Gobbi, Mediaservi e Piagnoni

L'Inter c'è; sia in Italia che in Europa, dove domina indifferentemente. Il suo gioco è supremo, e Sulley Alì Muntari è il suo Profeta. Insieme al Mou, che ha il coraggio dato della sua intelligenza, non solo tattica. Il Drago vi brucia, vi ha bruciato e vi brucerà tutti. Diego Milito è il motore immobile di Dio mentre Sheva, con un ruolo che aveva già appreso da bilanista, rosica. Ora, siamo fortissimi e Voi (gobbi, mediaservi e piagnoni) sxxxxe. Kiev è rasa al suolo, e ha ri-vissuto i danni inestimabili di una nuova catastrofe nucleare, questa volta imbelle ma targata in nero-azzurro. Dinàmo scaricata e gufi che volano meno. Un omaggio è dovuto allo sponsor ufficiale della serena serata. Oggetto che tradizionalmente piace a tutti gli sero tituli.

Non facciamo scherzi

Web 2.0

Un gruppo di lavoratori giustamente preoccupati per il proprio destino professionale (eufemismo per dire che l'azienda per cui lavorano li vuole traferire a 150 chilometri di distanza) giunge all'esasperazione e decide di occupare le corsie di un'autostrada per manifestare il proprio disagio. Personalmente io sono accanto alla FIOM CGIL (http://www.rassegna.it/articoli/2009/10/29/54016/fiat-arese-mi-fiom-azienda-sempre-piu-arrogante) e non a chi definisce questi onesti lavoratori come dei caproni. Comprendo il disagio di chi vede limitata la propria movimentazione, ma definire UNA CRICCA DI CAPRONI un gruppo di sfortunati e incolpevoli lavoratori mi pare francamente eccessivo/offensivo. Mi riferisco al post sotto riportato. Dopo la sfaticata di ieri (dovuta anche alla cricca di caproni che ha deciso di scioperare facendo chiudere l’autostrada nei pressi di Arese, col risultato che per fare una cinquantina di chilometri ci sono volute circa 3 ore…), eccoci giunti alla seconda giornata dello IAB Forum 2009. Link alla pagina: http://blog.tagliaerbe.com/2009/11/iab-forum-2009-secondo-giorno.html/comment-page-1#comment-16851
Edit: Ha rettificato, ma la spiegazione sembra peggiore del primo intervento. Nel web 2.0 non c'è spazio per i diritti degli altri. ---------------------------------------------

La protesta

Operai dell’Alfa di Arese occupano l’A/8

Bloccata l'Autolaghi: «No al trasloco a Torino». Il rischio è una stagione di disagi per i viaggiatori

MILANO - «E visto che siamo tutti d’accordo, adesso si va a occupare l’autostrada». En­nesima assemblea di cassintegrati e lavo­ratori, ieri, davanti all’ex Alfa Romeo di Arese. All’ordine del giorno la smobilita­zione di Fiat dal sito. L’azienda ha annunciato nei giorni scorsi il trasloco a Torino dal 4 gennaio di quello che resta alle porte di Milano di Fiat Group Automobiles. E cioè centro sti­le, sperimentazione e progettazione Alfa Romeo per un totale di 229 tra tecnici e tute blu. Destino incerto per i 113 dipen­denti Powertrain (società Fiat che rag­gruppa le attività relative a motori e tra­smissioni). Di certo c'è che 91 di questi resteranno in cassa integrazione ordina­ria fino al prossimo febbraio. La smobili­tazione in corso lascia nell'incertezza an­che gli oltre 300 dipendenti del call cen­tre e gli 80 commerciali. Alle dieci del mattino le tute blu sono partite in corteo alla volta dell’autostra­da. E lì, in mezzo alle corsie d’asfalto, so­no rimasti per un’ora, scatenando gli stra­li di automobilisti sull’orlo di una crisi di nervi. http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_novembre_4/operai-alfa-occupano-autolaghi-1601953871263.shtml

L'alba di Milano

Peccato si sia perso per strada, ma Massimo Boldi aveva veramente un gran talento. Certo ragazzi che a Milano l’alba ha veramente un sapore particolare. I navigli e la ringhera. Gli operai che vanno a lavorare, la nebbia, la mia mama el me papà, il cappuccino, il panettone, con l’uvetta. Ragazzi Milano mi acchiappa veramente, veramente...

03/nov/2009

La ‘ndrangheta di Milano

Le mani della ‘ndrangheta su Milano S’è svolta questa mattina, a Milano e in Lombardia, una vasta operazione condotta dalla direzione investigativa Antimafia del capoluogo, insieme con i carabinieri e la Finanza, per eseguire 17 arresti e oltre 50 perquisizioni con sequestro di beni, in relazione a un’indagine sulle infiltrazioni al nord della ‘ndrangheta. L’operazione ha sgominato l’organizzazione criminale che faceva capo alla cosca Barbaro-Papalia, con baricentro nella zona sud di Milano, tra Trezzano sul Naviglio, Buccinasco e Corsico, cittadine storicamente legate a fenomeni criminali di stampo mafioso; tutto è nato dall’osservazione di attività di movimento terra (una delle risorse tipiche della ‘ndrangheta, che tradizionalmente controlla i subappalti nel settore edilizio) nel zona del parco Sud. L’indagine ha dimostrato l’infiltrazione dell’organizzazione criminale mafiosa nel tessuto economico imprenditoriale lombardo e nelle istituzioni: fra i soggetti coinvolti ci sono imprenditori (come Andrea Madaffari e Alfredo Iorio) del settore edile e immobiliare e amministratori o personale di Comuni, soprattutto gli addetti al rilascio delle pratiche edilizie.

Fuori dalle balle i crocifissi dai luoghi pubblici

L'Italia è uno Stato medievale: le scuole e gli altri luoghi pubblici del Regno Cattolicissimo d'Italia sono pervasi dal simbolo cristiano della croce. Esso è imposto a tutti i cittadini regnicoli più per tradizione che per convinzione. Ora questa sentenza ne impone-imporrebbe la rimozione. ----------------------------------
«No al crocefisso nelle aule scolastiche» Sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo sul ricorso presentato da una italiana La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo nella sentenza su un ricorso presentato da una cittadina italiana.
http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_03/crocifisso-aule-scolastiche-sentenza-corte-europea-diritti-uomo_e42aa63a-c862-11de-b35b-00144f02aabc.shtml STATUTO DEL REGNO DI SARDEGNA Carlo Alberto Per la grazia di Dio Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme ECC. ECC. ECC. Con lealtà di Re e con affetto di Padre Noi veniamo oggi a compiere quanto avevamo annunziato ai Nostri amatissimi sudditi col Nostro proclama dell’8 dell’ultimo scorso febbraio, con cui abbiamo voluto dimostrare, in mezzo agli eventi straordinarii che circondavano il paese, come la Nostra confidenza in loro crescesse colla gravità delle circostanze, e come prendendo unicamente consiglio dagli impulsi del Nostro cuore fosse ferma Nostra intenzione di conformare le loro sorti alla ragione dei tempi, agl’interessi ed alla dignità della Nazione. Considerando Noi le larghe e forti istituzioni rappresentative contenute nel presente Statuto Fondamentale come un mezzo il più sicuro di raddoppiare coi vincoli d’indissolubile affetto che stringono all’itala Nostra Corona un Popolo, che tante prove Ci ha dato di fede, d’obbedienza e d’amore, abbiamo determinato di sancirlo e promulgarlo, nella fiducia che Iddio benedirà le pure Nostre intenzioni, e che la Nazione libera, forte e felice si mostrerà sempre più degna dell’antica fama, e saprà meritarsi un glorioso avvenire. Perciò di Nostra certa scienza, Regia autorità, avuto il parere del Nostro Consiglio, abbiamo ordinato ed ordiniamo in forza di Statuto e Legge Fondamentale, perpetua ed irrevocabile della Monarchia, quanto segue: Art. 1 – La Religione Cattolica, Apostolica e Romana è la sola Religione dello Stato. Gli altri culti ora esistenti sono tollerati conformemente alle leggi.

Calano gli investimenti pubblicitari, ma non sul Web

Oggi comincia la due giorni dello IAB Forum, evento al quale io tradizionalmente non partecipo poichè - personalmente - considero un incrocio tra una fiera settoriale e un evento mondano diurno. Ciò mi dà l'occasione però per parlare in questa sede di pubblicità, non solo on-line.
Il mercato della pubblicità è in recessione. E' un effetto della Crisi Mondiale, ma non solo.
Giornali e riviste stanno diventando obsoleti, cannibalizzati da internet, ma anche resi in parte anacronistici dal fatto che rappresentano un mezzo d'informazione asincrono rispetto all'evolversi della realtà, in cui essi sono evidentemente (strutturalmente) in ritardo.
Da mass-media tradizionali stanno diventando lentamente un bene di lusso, fruiti da chi può acquistarli quale approfondimento. I primi a cadere sotto il maglio del "progresso" saranno (e in parte sono già stati) i prodotti della cosiddetta free press, percui non è un problema la fruizione del consumatore, vista la loro gratuità.
La televisione il cui mercato pubblicitario in Italia rappresenta un'anomalia laddove vi è una concentrazione delle proprietà dei canali che danneggia in primis la pubblicità televisiva stessa, nonchè il mercato complessivo in senso lato; il modello di business si sta spostando dall'acquisizione dei ricavi della vendita di spazi agli inserzionisti all'offerta dei contenuti a pagamento ai telespettatori-teledipendenti (pay per view di digitale terrestre e tv via satellite).
La radio (che mantiene la sua nicchia di mercato quale mezzo mono-sensoriale e che dovrà convertirsi ai diversi formati di consumo) diminuisce la propria quota, sorpassata dal web: è questo il futuro più o meno prossimo della pubblicità, fino a che anche la Rete non farà pagare i contenuti e questa quota sarà maggiore degli introiti dell'advertising. Ma passerà MOLTO tempo prima che questo accada... Intanto chi non ha la presenza sul protocollo http, di fatto, non esiste. E chi non esiste è perduto.
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Pubblicità: carta stampata e Tv in rosso, si salva solo il Web

2 NOVEMBRE 2009

La crisi economica si è fatta sentire, eccome, anche sulla dinamica di investimento in pubblicità su carta stampata e Tv: il consuntivo di fine anno, a livello mondiale, parla di un calo del 9,9% rispetto al 2008. L'eccezione è il Web, che invece crescerà del 9,2%. I dati sono stati resi pubblici di recente dalla agenzia ZenithOptimedia e confermano lo stato di difficoltà di un settore che guarda al futuro comunque con velato ottimismo. Il 2010, infatti, dovrebbe far segnare un'inversione di tendenza e portare il consuntivo globale della spesa in advertising a una crescita molto contenuta (+0,5%) prima che la ripresa si faccia concreta e sostenuta nel 2011, quando il giro d'affari di banner e compagnia dovrebbe fare un salto in avanti del 4%. Ciò che balza all'occhio è come detto il discreto andamento della pubblicità su Internet al cospetto del gettito attribuito a stampa quotidiana e periodica, che precipiteranno quest'anno nel mondo del 17% e 20% rispettivamente, e a Tv e radio, i cui incassi cominceranno di nuovo a crescere nel 2010 e nel 2011. Il Web dovrebbe quindi chiudere l'anno in attivo sebbene, e parlano in tal senso le indicazioni fornite da Idc, al giro di boa di fine giugno gli investimenti su scala mondiale sono scesi del 5% a 13,9 miliardi di dollari contro i 14,7 miliardi registrati dodici mesi prima. Negli Usa bilancio parziale in rosso per l'adv on line In attesa dei dati consolidati per l'intero 2009, gli analisti americani si chiedono oggi come i primi segnali di ripresa dell'economia potranno inficiare sulle dinamiche di spesa relative all'advertising on line. Gli Usa sono il mercato più corposo della pubblicità sul Web ma fino a tutto giugno i riscontri sono stati negativi: nel primo semestre la flessione (stando ai dati di Iab e Pricewaterhouse Coopers) è stata infatti del 5% per complessivi circa 11 miliardi di dollari (poco più di sei miliardi nel solo secondo trimestre) ma il fatto più preoccupante è che tale andamento in rosso potrebbe perdurare fino a dicembre. La ripresa degli investimenti sui media digitali, anche negli States, sarebbe quindi posticipata al 2010 e non prima della tarda primavera. In Italia Internet ha superato la radio: obiettivo 10% del gettito complessivo Come evidenzia il rapporto di Iab Europe, a pagare dazio alla crisi sono stati soprattutto i mercato più maturi in fatto di advertising digitale. I dati elaborati da Nielsen per il periodo gennaio/luglio dicono infatti che gli investimenti in Rete sono aumentati del 7% raggiungendo quota 340 milioni di euro, una cifra che sancisce il sorpasso del Web ai danni della radio, scesa a 249 milioni e che consolida il solco fra pubblicità on line e affissioni, ferme a 100 milioni di euro. Il lungo percorso di avvicinamento, iniziato agli inizi del 2000 in piena parabola ascendente della net economy, a Tv e carta stampata quindi prosegue senza soste sebbene il piccolo schermo continui ad accaparrarsi il 52% delle risorse pubblicitarie e quotidiani e periodici oltre il 20%. Proiezioni e risultanze degli ultimi mesi fanno pensare ai vertici di Iab che per l'advertising on line l'obiettivo di raggiungere il 10% sul totale della spesa pubblicitaria non sia più così lontano e potrebbe essere centrato nel 2010.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2009/11/pubblicita-carta-stampata-tv-web.shtml?uuid=b3bdd272-c7ba-11de-8a28-f73899cbb921&DocRulesView=Libero

02/nov/2009

La panchina e il Ristorante

1 novembre 1897

Su una panchina di Torino, all'angolo fra corso Re Umberto e corso Vittorio Emanuele, viene fondata da un gruppo di studenti del liceo Massimo d'Azeglio la Juventus Football Club che adotta una casacca rosa con una cravatta nera.

8 marzo 1908 Nascerà qui al ristorante "L'orologio", ritrovo di artisti, e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perchè noi siamo fratelli del mondo.

Trompe-d'oeil a Berna


Visualizzazione ingrandita della mappa
http://www.panoramio.com/photo/22998290

Inter Campus (02)

Inter Campus (02), come il prefisso di Milano, del tutto simile al risultato di ieri di Livorno-Inter.

01/nov/2009

Alda Merini se ne va

Sono una piccola ape furibonda.
Mi piace cambiare colore.
Mi piace cambiare di misura.

Non una vittima

Ok, nessuno dovrebbe riuscire a togliersi la vita nel luogo dove lo Stato pone i condannati con sentenza definitiva (ovvero chi è sottoposto a reclusione secondo la verità giudiziaria); ma Diana Blefari non era una santa. Considero Marco Biagi una vittima, non lei. Come me lo hanno pensato concordemente anche tre gradi di giudizio.
Blefari, la staffetta che seguì Biagi
Diana Blefari Melazzi
Trentasei anni all’epoca dell’omicidio, commessa in 2 edicole e incensurata
ROMA Diana Blefari Melazzi era stata catturata il 22 dicembre 2003 in una villetta sul litorale nord di Roma tra Santa Severa e Santa Marinella e condannata in via definitiva all’ergastolo appena 6 giorni fa: il 27 ottobre 2009 infatti, la prima sezione della Cassazione aveva confermato la sentenza della corte d’Appello di Bologna. Trentasei anni all’epoca dell’omicidio Biagi, romana, commessa in due edicole, incensurata. Proviene da una famiglia nobile dell’alto Ionio Cosentino. Il suo nome risulta legato agli ambienti antagonisti della capitale, gli stessi frequentati da Mario Galesi e da altri componenti del commando che il 19 marzo 2002 uccise a Bologna Marco Biagi. Fu lei l’intestataria della cantina al numero 3 di via Montecuccoli, nel quartiere Prenestino, a Roma, il «covo» delle Brigate rosse, scoperto il 20 dicembre 2003, in cui vennero rinvenuti cento chili di esplosivo e materiale di archivio delle Br, tra cui il documento di rivendicazione dell’omicidio Biagi. Nel suo appartamento è invece stato rinvenuto un documento - lo stesso ritrovato in casa di Marco Mezzasalma - riguardante la «ritirata strategica» delle Br, ossia la strategia da adottare in seguito all’arresto di Nadia Lioce e alla morte di Mario Galesi («Impostazione del riadeguamento politico-organizzativo alle nuove condizioni dell’O.»), in cui è presente anche un esplicito «bilancio dell’azione Biagi». Dalla testimonianza di Cinzia Banelli (la ’pentità principale accusatrice delle nuove Br) Diana Blefari Melazzi aveva avuto, nel gruppo di fuoco che il 19 marzo 2002 uccise a Bologna Marco Biagi, il ruolo di ’staffettà: lei seguì più volte il professore all’università di Modena e nel tragitto fra la stazione di Bologna e la sua casa e lei, soprattutto, lo seguì in bicicletta la sera in cui fu ucciso. Poi, dopo l’arresto di Nadia Lioce e del resto del commando, risulta che era stata Diana Blefari ad affittare la ’base operativà romana, ’centrale operativà del gruppo. Infine, in tribunale, Blefari lesse una dichiarazione di conferma della propria militanza nelle Br, con la quale pose fine a ogni possibilità di tirarla fuori dalla vicenda.
(fonte Lastampa.it)

Juventus-Napoli 2-3

Marechiaro Hamsik e il commento di Auriemma.

30/ott/2009

Campionato di Serie A

La Serie A è il massimo livello professionistico del campionato italiano di calcio. Organizzata dalla Lega Nazionale Professionisti, è uno dei più importanti e seguiti campionati calcistici del mondo, nonché il terzo più competitivo d'Europa secondo l'attuale ranking stilato dall'UEFA. Alla fine di ottobre si capisce già chi sarà la squadra prima classificata che vincerà lo scudetto, un simbolo che fu introdotto per la prima volta nel 1924, e viene premiata con la Coppa campioni d'Italia, il trofeo ufficiale del campionato dalla stagione 1960-1961.

Nessun meta tag

E neanche Adsense (che contribuiscono al Page Rank e alla link popularity perché referenziano il sito che li ospita). Le regole del SEO (search engine optimization, regole per uscire in testa nei motori di ricerca) sono in questo sito: http://comunicare-online.com/2009/10/26/solo-3-regole-per-un-buon-posizionamento-sui-motori-di-ricerca/

29/ott/2009

Click fraud

Mettiamo che abbia deciso di mettere la pubblicità su questo blog.
Installare gli Adsense (i box dinamici che leggono il contenuto della pagina dove sono ospitati e propongono messaggi pubblicitari contestuali in formato testo) è una cagata, dal punto di vista tecnologico. Ci si mette 30 secondi autorizzandone la pubblicazione dal pannello di amministrazione di Blogger.
Mettiamo anche che questo sito abbia 100,000 pagine viste al mese, e sarebbe ragionevole un tasso di click su questi Adsense dell'1%... potrei contare quindi su 1000 click al mese. Google, su questo migliaio di click, mi dà il 50% circa del costo che l'inserzionista spende.
Mettiamo che il costo medio di un click su una pubblicità sia € 0,50 e che io ne avrei la metà. I click magari non sono tutti spontanei, una parte ne faccio io stesso (sul mio blog) e una parte li commissiono ad altri, amici miei. In cambio io clicco sui loro siti; è facile trovare chi si fa i favori a vicenda, basta cercare sul motore di ricerca di Google stesso le comunità di chi effettua click sugli Adsense degli altri.
Sono contenti tutti di questi click finti e farlocchi: Google perchè fattura al proprio cliente, il cliente stesso perché vede traffico (artificioso) veicolato sul proprio sito e io stesso che riceverò a fine mese una quota di quanto è stato pagato per avere traffico dalle pubblicità sparate da Google. Tra l'altro Google fattura con ritenuta d'acconto irlandese estero su estero, e quindi non ci pagherei una lira o un centesimo di euro di tasse... Il fenomeno del click fraud non è così di nicchia, probabilmente lo conoscono tutti tranne chi continua a spendere per comprare pubblicità su internet tramite Google Adsense (il 30% del fatturato complessivo di G., non una quota irrisoria). Però fa così comodo a molte persone che nessuno preferisce dichiararne l'esistenza. Prima di tutto ai molti siti d'informazione che vivono anche di pubblicità, e di questi fantomatici AdSense.
Alcuni osservatori stimano nel 15% circa il fenomeno dei click finti che arricchiscono i proprietari di blog (o di altri siti internet); è forse moralmente e tecnicamente difficile mettersi contro un operatore come Google che controlla il flusso delle informazioni e il mercato mondiale della pubblicità su internet?

28/ott/2009

Snack NO GLOBAL

Non è che sia obbligatorio che i prodotti tipo patatine et similia debbano essere per forza appannaggio delle multinazionali. La spianata sarda a forma di patatina nè è un esempio. Grazie a loro e anche a chi (supermercati Il Gigante, nell'occasione) li commercializza. Fratelli Carta ALO'.
Kantos è un prodotto talmente innovativo che deriva dalla leggerezza della Spianata e della gustosità di tutti i prodotti del forno dei Fratelli Carta. é un snack gustoso che rispetta la tradizione e l'autenticità dei prodotti sardi.
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Il forno dei Fratelli Carta ha creato questo prodotto stuzzicante e delicato, ideale per ogni palato. Kantos può essere mangiato in ogni momento della giornata. E' uno snack squisito mangiato da solo, ideale con l'aperitivo, come spuntino o servito in tavola.
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Kantos è il risultato di un' ispirazione di creatività grazie alla millenaria esperienza nel soddisfare i buongustai.
Una ricetta a base di ingredienti semplici per esaltare la qualità di uno snack appetitoso.
Ingredienti:
Semolato rimaccinato di grano duro,acqua, olio vegetale, sale, lievito, estratto di malto

Il nome della rosa

27/ott/2009

Le prove della giustizia ad orologeria

Pare del tutto evidente che i giudici abbiano puntato la sveglia per comunicare la sentenza di secondo grado che condanna l'avvocato Mills.

Il tragitto

Vai per la tua strada, sperando che gli amici si ricordino di te.

RUTELLI: INIZIARE TRAGITTO DIVERSO CON PERSONE DIVERSE

(AGI) - Milano, 27 ott. - "La risposta della politica che si limita a dire, da una parte c'e' la destra e dall'altra c'e' un centrosinistra, che fondamentalmente ripercorre le strade del passato, trascura la gravita' di uno scenario come quello che si sta realizzando sotto i nostri occhi". Per questo motivo, secondo Francesco Rutelli, c'e' bisogno di "iniziare un tragitto differente, unendo persone diverse, che hanno culture diverse e la capacita' di mettersi al servizio del cittadino operosamente".

Premio all'evasore

IL GOVERNO PREMIA GLI EVASORI FISCALI E I DELINQUENTI MENTRE TARTASSA I LAVORATORI E I PENSIONATI

GUADAGNI 1.000 EURO AL MESE? PAGHI IL 23% DI TASSE.

FAI FINTA DI RIMPATRIARE 1.000.000 DI EURO? PAGHI (FORSE) SOLO IL 5% DI TASSE E NESSUNO TI PUO' DENUNCIARE.

Fonte: http://www.rinopruiti.it/dblog/articolo.asp?articolo=1452

26/ott/2009

Piero Marrazzo e la grande passione per la famiglia

Piero Marrazzo ha sempre avuto una grande passione: la famiglia. Fin da quando frequentava gli oratori. Ora, mentre gli piace anche il teatro e il cinema, non disdegna la cucina, tenendo sempre in primo piano la sua grande passione: la famiglia. Dal 2005 al 2009 si è dedicato a tempo pieno alla funzione di Governatore della Regione Lazio, ma sempre avendo la famiglia come grande passione. E' stato un po' il Presidente di tutti, indipendentemente dalla famiglia. ------------------------------------------- La famiglia è la mia vera grande passione. (...) Sono cattolico, cresciuto, come molti ragazzi della mia generazione, frequentando l'oratorio e la parrocchia di Santa Chiara. (...) Per chiudere vi dico qualcosa sulla mia vita privata: adoro il cinema di Sordi (che non era di certo un fenomeno locale come dice qualcuno), Totò, De Sica e il teatro di De Filippo. Mi piace la buona cucina, soprattutto i paccheri ricotta e ragù che credo di cucinare divinamente, e da quarant'anni trascorro le mie vacanze tra Terracina e il Circeo. (...) Progetti per il futuro? Fare a tempo pieno il Presidente della Regione Lazio! Prima che qualcuno la cancelli: l'originale era questo, la copia questa. Spunto.

Ford

Dieci domande sui modelli di automobili anche al compagno democratico Marrazzo?

La parabola della rock star bollita

Per scoprire chiaramente quando un artista della musica sta imboccando la strada del declino della sua carriera musicale, ci sono tre particolari distintivi.
Quando pubblica un "best of" (album con una maggioranza di vecchi pezzi riarrangiati più una o due canzoni nuove), un "album live" (le stesse canzoni già pubblicate ma con il sottofondo dei gridolini del pubblico) oppure quando fa uscire un cd o un dvd in cui interpreta canzoni famose che hanno dato il successo nel passato ai suoi colleghi (e fondamentalmente è assai difficile che una copia sia migliore dell'originale). Se due o più condizioni si verificano contemporaneamente, l'artista musicale è bollitissimo, altrimenti è solo bollito.
Sta raschiando il fondo del barile perchè la sua creatività è a zero. Pubblicizza e vende queste cose fidando sullo zoccolo duro dei suoi fans, quelli che vogliono il supporto fisico in originale o che, al limite, se lo vogliono scaricare legalmente. E contestualmente fa un tour dove i suoi fans possono vederlo dal vivo e finanziarlo acquistando il biglietto. Quando lo fa però è alla frutta.
Le band hanno un'arma in più: comunicare lo scioglimento del gruppo oppure che uno di essi sta per abbandonare la band. Che sia vero o no, intanto sollecitano i propri clienti-fans a fruire delle esibizioni finali.
Ogni riferimento alla foto sottostante è non voluto e comunque puramente casuale.