07 luglio 2009

Vado dove Ulisse è stato in ferie sette anni

Ma lui la mié l'aveva lasciata saggiamente a casa, la mia invece viaggia meco. Torno tra un po'.

06 luglio 2009

Rita Rusic, Abantantuono e il flagello di Dio (Attila)

La lotta con il quotidiano direttamente concorrente Repubblica responsabilizza il Corriere della Sera, che dedica ben 15 (quindici) foto a Rita Rusic e alle sue poppe al vento (specificando, per la precisione, la location, sita in quel di Giannutri).
I cui seni - di R.R. - hanno però quasi cinquant'anni di età e, pur rifatti, non sono proprio un belvedere. Ma il sito del quotidiano di via Solferino sente il bisogno di pubblicare queste foto.
L'unica spiegazione che posso dare è il fatto che ci siano dei giornalisti - GIUSTAMENTE - fan della protagonista femminile del cult-movie "Attila Flagello di Dio", con uno strepitoso Diego Abatantuono in versione "teruncello", nonchè con la partecipazione di attori del calibro di (scusate se è poco, si legga bene BENE chi componeva il cast):
http://www.corriere.it/gallery/Spettacoli/vuoto.shtml?2009/06_Giugno/vip_al_mare/rusic&1

E' stato travisato anche questa volta

Aspetto una smentita, non si possono sparare cazzate come questa e non rettificare rapidamente.

Berlusconi sul Milan: "Più forte dell'Inter"

Il patron rossonero alla Gazzetta in edicola oggi: "I tifosi stiano tranquilli: non sarà un Milan rinunciatario. Abbiamo campioni come Pato, Ronaldinho e Pirlo e molti giovani promettenti. Nessuno in Italia, dal punto di vista tecnico, ha una rosa forte come la nostra. Nemmeno i nerazzurri"

6 luglio 2009 - Oggi sarà assente anche lui. E allora, al telefono da Arcore, Silvio Berlusconi anticipa il raduno della squadra spiegando alla Gazzetta in edicola oggi perché crede nel nuovo-vecchio Milan. Un salto triplo nell’ottimismo, spaziando da Pato a Leonardo, da Maldini a Platini, dall'Inter al Real.

Berlusconi, stamattina si ritrova il Milan tra lo scetticismo generale: che stagione si aspetta dai suoi rossoneri?

"Abbiamo scelto di guardare avanti, puntando sul rinnovamento. Ma la nostra "rosa" rimane formidabile e quindi prevedo una buona stagione. I tifosi stiano tranquilli: non sarà un Milan rinunciatario".

Qual è l’obiettivo?

Abbiamo grandi campioni come Pato, Ronaldinho e Pirlo e molti giovani promettenti. Nessuno in Italia, dal punto di vista tecnico, ha una "rosa" forte come la nostra.

Vuol dire che il Milan non è inferiore all’Inter? Proprio così. Nessuno, nemmeno l’Inter, in partenza ha un organico migliore.

05 luglio 2009

Il sogno dell'interista Silvio

Non è un mistero che intorno alla metà degli anni Ottanta Silvio Berlusconi volesse acquistare l'Internazione Football Club.
Ma Ivanoe Fraizzoli non gliela volle cedere e il Silvio nazionale dovette optare per la sponda bilanista.
Per un imprenditore spregiudicato come lui non dovette essere un grosso problema modificare la propria fede calcistica. Aveva un mafioso come stalliere, nonchè almeno uno stretto collaboratore successivamente condannato per concorso esterno in associazione mafiosa. Per uno così anche prendersi la squadra di calcio rivale storica non è stato un problema morale bloccante.
Ma dopo vent'anni, in cui ha mietuto anche qualche vittoria (le amicizie dei vari Meani e la sua indubbia qualità di lavorare nelle acque torbide sono state di aiuto), finalmente si è levato la maschera.
E ha fatto quell'unica mossa con cui ha riscoperto il proprio amore per l'Inter. E' bastato poco.
Dopo aver introdotto nel calcio le spese pazze per l'acquisto dei giocatori con gli ingaggi miliardari per le stelle del calcio, ha scoperto che esiste un bilancio commerciale per le squadre di calcio. Lui che nel diritto privato del nostro codice civile aveva depenalizzato - come capo del governo - proprio il falso in bilancio, rendendolo un buffo fastidio contro cui prima onesti magistrati amavano indagare applicando la vecchia legge e infastidendo le sue prospere aziende, e che egli quindi aveva pensato di abrogare.
Nel corso dell'estate 2008, tramite il fido geometra Galliani, aveva terminato l'azione di invecchiamento della società AC Milan, consolidando e introducendo in squadra una serie di giocatori anziani e insignificanti, ma con ingaggi faraonici (Ronaldinho, Sheva, Emerson ecc.).
La spesa per gli ingaggi per i tre portieri - tutti in concorrenza fra loro per la loro simpatica scarsità nel ruolo ricoperto - doveva essere la quinta colonna del dissesto societario. Accompagnata dall'allontanamento coatto di giocatori che magari potevano essere decisivi nel non-eclissamento della squadra, come Gilardino, Brocchi o Gourchouff. Sempre con la stessa ottica nichilista verso il proprio settore giovanile, che dopo Paolo Maldini (complimenti anche per il trattamento di indifferenza - anche di fronte alle contestazioni - che la dirigenza bilanista è riuscita a riservargli) non ha più partorito nessun prodotto simile ad un giocatore di calcio.
I vari e inutili Favalli, Maldini, Bonera, Nesta, Senderos, Zambrotta e Jankuloski in difesa sono stati quegli investimenti di lungo periodo per il milanista miope (ora infatti Oddo è arrivato a completare il quadro). Ha finto di introdurre dei giovani (tipo il 26enne Antonini spacciato come la nuova promessa del calcio mondiale) per scoccare la mazzata finale al bilancio societario a gennaio 2009 con il coreografico, ma tecnicamente inutile, acquisto dello Spice Boy Beckham (6 milioni di euro netti per giocare appena dignitosamente metà campionato).
Ma il vero capolavoro è stato un altro. C'era solo una mossa che poteva scontentare interamente il popolo bilanista allontanandolo dal tifo verso la squadra. I suoi esperti - veri tifosi interisti - si saranno interrogati a lungo sul cercare quell'unica mossa possibile per riuscire ad avere uno stadio Giuseppe Meazza deserto per le partite casalinghe dell'AC Milan. Ciò nell'ottica della terza retrocessione in Serie B della squadra, massima ambizione dell'interista Presidente Berlusconi Silvio, che vorrebbe così esaudire uno dei desideri della buonanima Peppino Prisco, idolo anche suo, oltre che degli altri interisti che popolano il mondo.
Quale mossa migliore poteva essere se non quella di vendere il giocatore simbolo Ricardo Kakà? Era l'unica cosa che potesse essere fatta per distruggere l'affetto dei tifosi, con conseguenze drammatiche sul tasso tecnico della squadra e sull'attaccamento ai colori sociali dei tifosi. E allora presto fatto: Kakà al Real Madrid, con crollo del merchandising, del rinnovo degli abbonamenti e dell'appeal del marchio "BILAN" presso sponsor e media.
Ho sempre pensato che S.B. fosse un grande per la gestione del business, e anche adesso l'ha dimostrato. Da vero interista. GRAZIE SILVIO, L'INTERISTA LATENTE.
Referenze:

04 luglio 2009

Padre Oro Pio

E' pronto il posto in cui i frati, vogliono riporre le ossa del frate dei miracoli, lo stanzone ricavato nella nuova chiesa è stato realizzato tutto in oro massiccio, oro regalato dai fedeli di tutto il mondo negli ultimi 20 anni. (ph. Lapresse)
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/gallery/Campania/vuoto.shtml?2009/06_Giugno/criptapadrepio/1&1

Sulla mia strada

Questo è il Liga: un rocker padano concreto e intellettualmente onesto.
Sono vivo abbastanza, comunque vada, sulla mia strada.
C'è chi mi vuole come vuole un po' più santo più criminale e un po' più nuovo un po' più uguale mi vuole come vuole c'è chi mi vuole per cliente chi non mi vuole mai per niente e c'è chi vuole le mie scuse che ciò che sono l'ha offeso di un po': te come ti vogliono? di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi? sono vivo abbastanza sono vivo abbastanza per di qua comunque vada sempre sulla mia strada c'è chi mi vuole più me stesso e più profondo, più maledetto e bravo padre e bravo a letto c'è chi mi vuole perfetto di un po': te come ti vogliono? di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi? sono vivo abbastanza sono vivo abbastanza per di qua comunque vada sempre sulla mia strada di un po': te come ti vogliono? di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi? sono vivo abbastanza sono vivo abbastanza per di qua comunque vada sempre sulla mia strada di un po': te come ti vogliono? di un po' tu come ti vuoi? tu come ti vuoi? sono vivo abbastanza sono vivo abbastanza per di qua comunque vada sempre sulla mia strada

03 luglio 2009

Le dieci donne preferite di Silvio

Ecco come Silvio viene visto all'estero, dove ci sono giornali e televisioni che riescono a guardare il Bel Paese in maniera forse più obiettiva. Sul Telegraph (precisamente sul sito internet promanazione dell'autorevole quotidiano britannico) c'è una galleria delle 10 donne preferite dal nostro Presidente del Consiglio. Manca Patrizia D'Addario, di cui Silvio è stato solo l'utilizzatore finale (l'ha detto il suo avvocato Ghedini).

Mara Carfagna, 33, former model, Miss Italy contestant and calendar girl but never ”anything erotic” now Equal Opportunities Minister in Berlusconi’s cabinet. At an awards dinner two years ago year Berlusconi told Miss Carfagna, who is single, that if he wasn’t married he would “gladly marry” her. His wife Veronica sent a letter to a national newspaper demanding he apologise for embarrassing her - which he duly did.

02 luglio 2009

Rana: Ristorante 'DA GIOVANNI'

Giovanni Rana è un GENIO: non gli bastava aver inventato la pasta fresca di qualità da supermercato (in quasi cento tipi e foggie, dalla lasagna agli gnocchi passando per tutti i tipi di pasta) imponendosi come leader incontrastato del settore, ora si è inventato anche una catena di fast food in cui vende i suoi prodotti e a cui - ovviamente - ha dato il suo nome. Sui muri del ristoranti campeggia il suo genuino e verace faccione. Con 8 euro ti mangi un bel piattone della sua pasta, con bibita e dolce (o macedonia). La pasta viene cotta al momento, praticamente sotto gli occhi del cliente.
Io mi farò anche la "DA GIOVANNI CARD" che è una comunissima tessera punti ma applicata alla ristorazione (altra innovazione mica da poco di questo Leonardo da Vinci della pasta): tra i privilegi garantiti da questa carta fedeltà ci sono 6 euro di sconto da spendere in qualsiasi suo punto vendita in uno dei giorni del mese in cui il cliente fideizzato compie gli anni.
Ristorante 'DA GIOVANNI'
La nostra passione per la pasta fresca, preparata secondo la tradizione italiana, ha portato i nostri prodotti nelle cucine di tutto il mondo. Con il nostro Ristorante DA GIOVANNI vogliamo fare ancora di più: cucinare i nostri prodotti proprio di fronte ai vostri occhi,condirli con i nostri sughi freschi e servirli fumanti e profumati in un ambiente accogliente che reinterpreta il design degli anni ‘50. Ogni dettaglio è pensato per offrire un’esperienza speciale, una piacevole sosta da godersi soli o in compagnia e da ripetere ogni volta che si ha voglia di un buon piatto e di ricette sempre sorprendenti. E’ un luogo accogliente dove consumare un pasto veloce, per rispondere agli stili di vita contemporanei, ma nel quale ogni porzione di pasta viene preparata al momento, servita in piatti di ceramica su un vassoio di legno per farti sentire come a casa.
Si parla del nuovissimo punto vendita presso l'ecomostro di Assago Milanofiori Nord, ovviamente....

Il quotidiano La Stampa

Ha deciso di allietare i suoi lettori con un servizio fotografico esclusivo. A nome di tutti i lettori del sito di questo prestigioso quotidiano, mi sento di dire una sola cosa: GRAZIE. Si sentiva proprio la necessità di immortalare un'anonima pornostar che mostra fiera una propria chiappa per le vie della città di Torino.

Google: 81% del mercato mondiale delle ricerche

Google raccoglie quattro query effettuate su cinque, nel mondo. Di fronte a questa posizione di dominio, che si riflette in un quasi monopolio nel mercato della publicità on line, nessuna authority della concorrenza e dell'antitrust ha mai eccepito nulla. Quando invece contro Microsoft e i suoi software è piena la storia di sentenze che - giustamente - l'hanno condannata. Perchè?
http://risetothetop.techwyse.com/internet-marketing/search-engine-market-share-june-2009/

Comprare l'automobile su internet

Con mia grandissima sorpresa ho scoperto che c'è un sito dove si possono acquistare automobili, con pagamento on line e consegna a domicilio. Incredibile.

01 luglio 2009

Ho visto un re

dai dai cunta su ho visto un re sa l'ha vist cuse'? ho visto un re ah beh si beh ah beh un re che piangeva seduto sulla sedia piangeva tante lacrime ma tante che bagnava anche il cavallo. povero re e povero anche il cavallo. si beh ah beh e' l'imperatore che gli ha portato via un bel castello ohi che baloss! di trentadue che lui ce n'ha. povero re e povero anche il cavallo. si beh ah beh ho visto un vesc sa l'ha vist cuse'? ho visto un vescovo ah beh si beh anche lui piangeva faceva un gran baccano mordeva anche una mano la mano di chi? la mano del sacrestano. povero vescovo e povero anche il sacrista. si beh ah beh e' il cardinale che gli ha portato via un'abbazia oh por crist di trentadue che lui ce n'ha. povero vescovo e povero anche il sacrista. ah beh si beh ho visto un ric sa l'ha vist cuse'? ho visto un ricco un sciur ah beh si beh il tapino lacrimava su un calice di vino ed ogni go ed ogni goccia andava deren't al vin si! che tutto l'annacquava. pover tapin e povero anche il vin. ah beh si beh il vescovo, il re, l'imperatore l'han mezzo rovinato gli han portato via tre case e un caseggiato di trentadue che lui ce n'ha. pover tapin e povero anche il vin ah beh si beh vist ho un villan sa l'ha vist cuse'? un contadino ah beh si beh il vescovo, il re il ricco, l'imperatore, perfino il cardinale l'han mezzo rovinato gli han portato via la casa, il cascinale la mucca, il violino, la scatola di scacchi, la radio a transistor, i dischi di little tony, la moglie e po' cuse'? un figlio a militare gli hanno ammazzato anche il maiale pover purscell! nel senso del maiale si beh ah beh ma lui no, lui non piangeva, anzi ridacchiava ah ah ah ... ma sal'e' matt? no, il fatto e' che noi villan noi villan e sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam; e sempre allegri bisogna stare che il nostro piangere fa male al re fa male al ricco e al cardinale diventan tristi se noi piangiam.

30 giugno 2009

Milan: acquisti sul mercato dell'eros d'autore

I dirigenti bilanisti, non ancora domi dopo aver setacciato e messo sotto contratto nella scorsa stagione i peggiori giocatori del globo terracqueo, delusi per non essere riusciti neanche nell'impresa di finalizzare acquisti tarocchi marchiati Lidl (Dzekho invece di Deco, Cissokho in luogo di Sissoko), ora puntano decisamente all'innovazione. Se prima la Associazione Calcio Milan era solo un ricovero per ex giocatori, ora si apre anche alle ex mirabili attrici del cinema erotico. L'interesse di Galliani per Serena Grandi - alias MIRANDA - sarà certo condivisa anche dal Presidente Silvio Berlusconi. E la campagna abbonamenti s'impenna.

29 giugno 2009

L'italiano in vacanza

L'homo italicus (inteso come specie animale) in ferie dà il meglio di sé, non solo mentre è lontano dalla città di residenza, ma anche prima della partenza e dopo il ritorno. Ecco un breve e non esaustivo elenco di comportamenti tipici del rapporto dell'italiano medio con le sue vacanze.
  1. SINDROME DEL TERONE: l'homo terone ogni estate deve andare al suo paese perchè solo lì c'è la gente simpatica, i posti bellissimi e il cibo più buono del mondo. La presenza di discariche abusive, cani randagi aggressivi, abomini architettonici o cosche mafiose dedite al taglieggiamento dei turisti provenienti dal Nord non lenisce per nulla la percezione in lui del recarsi nel posto più bello del pianeta, una specie di incrocio tra l'ombelico del mondo e il paradiso terrestre. Di solito questa tipologia di uomo è originario del Meridione d'Italia, ma non secondarie varianti lo attribuiscono anche ad improbabili, per bellezza, stati esteri (Albania, Portogallo o Bulgaria, per esempio).
  2. SINDROME DEL NON HO SPESO UN CAZZO (perché sono furbo): questo italiota ti dice che in due settimane di pensione completa all-inclusive ha avuto praticamente in regalo viaggio, vitto e alloggio, anche se si è mosso ad agosto; come la vittima della sindrome del terone di cui sopra, è convinto che chi l'ascolta condivida e creda al racconto ascoltato. E si crogiola, tronfio come un pneumatico sgonfio.
  3. SINDROME DEL VIP: la qualità della vacanza sarebbe data dalla presenza o meno di più Very Important Person viste e immortalate a mazzi durante il periodo di ferie nel luogo prescelto; spesso né la scelta del costosissimo quanto bruttissimo luogo di villeggiatura né alcune foto che ritraggono il cittadino affettuosamente quanto fintamente abbracciato in posa con il VIP di turno sono ritenute sufficienti, ci sono feticci - come pirotecnici scontrini fiscali del luogo ove è stato "conosciuto" il VIP - che devono comprovare l'avvicinamento (Costa Smeralda in agosto o Formentera in luglio sono le mete preferite).
  4. SINDROME DEL SON BELLO SONO IO: è una tipologia tipica del romano in ferie; il cittadino della Capitale (non dissimilmente dal napoletano) in ferie deve comunicare tramite fastidiosi schiamazzi al resto del mondo che è romano o partenopeo, e quindi mette in atto quell'esibizionismo molesto che rompe la minchia ai suoi stessi concittadini; ma il suo obiettivo è mostrare a se stesso che è vivo, perché rompe gli zebedei a dei non-defunti come lui.
  5. SINDROME DELL'OPERAIO SEDENTARIO: uno che dice "sto a casa perché dove abito è un bel posto e così me lo godo mentre gli altri si levano dai maroni". In realtà ad agosto il suo paese fa ancora più cagare perché pure i rispettabili abitanti locali sono andati a prendere le mucillagini a Gabicce Mare, e anche i pochi negozi sul territorio rimangono chiusi per ferie. Sembra che anche topi e zanzare disdegnino di permanere in luoghi così tristi.
  6. SINDROME DEL TURISTA DEL FUTURO: questo tipo di vacanziero non fa ferie da un paio di lustri, ogni anno dice che ha in ballo la vacanza della sua vita, ma tra giugno e settembre non va manco all'Idroscalo. Perché ha in canna, praticamente già organizzata nei minimi termini, una vacanza simbolo, Patagonia, Alaska, Tibet, Mongolia o Lapponia non si capisce. La sua formula è fare ferie nell'anno attuale +1. Alla fine non va mai dove si propone ritualmente di andare per una serie di motivi: dal capoufficio (crudele) che glielo impedisce all'invasione di cavallette, da "l'anno prossimo la moneta crolla e mi conviene di più" a "non vado via perché rispetto gli aquilani che vivono nelle tende". Ma lui ci crede, ha acquistato almeno una dozzina di libri sulla meta ambita e tante mappe ipercircostanziate per non perdersi - anche con gli occhi bendati - una volta giunto all'agoniata meta. Ma quando?
  7. SINDROME DEL VISITATORE DELLA CITTÀ D'ARTE SFIGATA: in generale c'è chi deve andare in ferie in posti manifestamente brutti per elevarli, nei racconti propinati agli amici al ritorno, a mito del turismo non convenzionale e verace. Si reca in città pseudo-d'arte di merda, in montagne brullamente sfigate o al mare in prossimità di grossi porti o centrali nucleari. Quella situazione di disagio, ancorché fortemente cercato, diventa la patente della vacanza "alternativa" ai circuiti capitalisti del turismo di massa. Peccato che l'omuncolo abbia sofferto egli stesso questa situazione di volontaria sfortuna, volendo trasformarla altresì nei suoi racconti in riabilitazione della figura del villeggiante no-global.
  8. SINDROME DEL PAGO-SPENDO-PRETENDO: duole dirlo, ma tendenzialmente è un milanese quel fastidioso "spandi merda" che cerca in vacanza quello che avrebbe più comodamente a casa propria. La pizza come fanno dove va di solito, gli spaghetti non al dente conditi alla sorrentina, la cotoletta alla milanese. Va a 3000 chilometri da casa sua e vorrebbe trovare le consuetudini a cui è abituato durante l'anno. E si inalbera se non le trova, come se l'egiziano o il canadese di turno debba avere le rozze abitudini del milanese, quale parametro di felicità culinaria. S'incazza solo perché paga e spende, quindi automaticamente si sente in dovere di pretendere lo stesso servizio. Etnocentrismo culturale, o forse semplicemente pirlaggine acuta.
  9. SINDROME DEL LAST MINUTE (SECOND): molti tour operator si sono fatti furbi e offrono - specialmente via internet - le mete meno preferite (acquistate) dai viaggiatori che hanno prenotato per tempo pubblicando questi pacchetti "ribassati" con un apparente sconto nominale. Di solito queste destinazioni sono state tralasciate dalla massa dei vacanzieri perché troppo costose oppure troppo sfigate (per location soprattutto). Il "prenotatore" last minute coglie queste opportunità poste sul web a pochi click dall'acquisto come una manna dal cielo. Per la sua debole autostima. Si compra gli avanzi degli altri turisti ad un prezzo giusto, ma le icone che indicano sconti clamorosi per chi è così sapido da prendere il last minute lo fanno sentire tronfio di aver fatto la scelta più giusta del mondo. Ma c'è un motivo se qualche migliaia di turista ha lasciato quella cacchina (francesismo) lì.
  10. SINDROME DEL TROMBO SELVAGGIO: non è solo il teen-ager ad utilizzare i racconti post-vacanza come vanto delle conquiste di cuori perpetrate durante la villeggiatura. C'è il single che va in vacanza da solo oppure con gli amici, che spaccia come conquiste, date dal suo fascino, l'acquisto di prestazioni sessuali, il congiungimento carnale con donne mercenarie dell'Est Europa, America Latina o Estremo Oriente, ma anche quello che - fidanzato, sposato o immaginariamente in vacanza accompagnato da figura del gentil sesso - che inventa incontri amorosi con esotiche indigene partner. Questi sono i peggiori.
  11. SINDROME DEL VADO IN CAMPEGGIO COSI' RISPARMIO E STO ANCHE ALL'ARIA APERTA. Perché spendere € 80 al giorno per una stanza con cucina, bagno e doccia privati e letto normale vista mare quando si può spendere la stessa cifra (o di solito di più) per alloggiare con una tenda in cui piove dentro, in cui c'è un'afa insopportabile anche di notte, convivendo con un sacco di insetti e usufruendo di servizi igienici in comune? Questo è il camping in Italia, una scelta di vita per chi deve stare scomodo qualche giorno all'anno per espiare le assurde comodità godute durante il resto dell'anno.

28 giugno 2009

Rosate

Con tutti i problemi che affliggono il Mondo, sono i ragazzini che scrivono sui muri con le loro "dannosissime" et "fastidiosissime" bombolette spray ad essere il Vero Problema del Pianeta, ed in subordine del Comune di Rosate. Il problema è vissuto in maniera tanto grave da sollecitare i cittadini rosatesi alla delazione per segnalare i "criminali" che osano profanare con scritte i muri brutti del brutto paese.
E' un Sindaco a chiederlo. Uno della pseudo-sinistra, mica uno che avrebbe voluto contrapporsi al vero-Centro-Destra.
Ma fatemi il piacere.

27 giugno 2009

Miss Culetto d'Oro

Paparazzi/ Lele Mora si scatena al concorso di Miss Culetto d'Oro

Venerdí 26.06.2009 08:40

Miss Culetto d'Oro 2009: vince Melita Toniolo

Michelle Hunziker è Miss Culetto d'oro dell'estate 2008

Lele Mora è il nuovo re della dolce vita in Sardegna: in uno dei locali più alla moda di Porto Cervo, ha organizzato il concorso di Miss Culetto d'Oro per gli invitati del Pokerstars Event. L'ormai mitico Lele non ha perso l'occasione di palpeggiare i fondoschiena delle concorrenti. La scena non è sfuggita al fotografo del settimanale Novella 2000.

26 giugno 2009

Clamoroso: Bierhoff ritorna al Milan

Ultim'ora clamoroso: Olivier Bierhoff approda al Milan.

Come migliorare l'indicizzazione del proprio sito...

... seguendo i consigli di Google.

25 giugno 2009

Capitani coraggiosi

Paolo Maldini come Franco Baresi? Per gli inquirenti, Maldini voleva appurare la se­rietà del suo socio, «e da qui di­scende la richiesta di svolgere su di lui accertamenti in ordi­ne alla sua posizione fiscale e giudiziaria»: comprensibile, «ma è fuor dubbio che la ri­chiesta sia stata operata utiliz­zando canali e modalità illeci­te ». http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_25/cervellone_fisco_telefonate_maldini_3cdfe26c-614e-11de-80bb-00144f02aabc.shtml

Truffa dei quadri Baresi patteggia multa da 6 mila euro

VARESE - Nella sua carriera ha evitato centinaia di gol e fermato altrettanti avversari, ma Franco Baresi non ha potuto evitare i rigori della giustizia. Ieri mattina l' ex capitano del Milan e della Nazionale ha patteggiato a Varese una condanna a 5 mesi di reclusione, convertiti in una ammenda di 5.900 euro. L' accusa di cui il campione doveva rispondere era truffa ed è un rivolo dell' inchiesta avviata un anno fa dal pm Tiziano Masini su una serie di raggiri finanziari, tra cui l' apertura di una banca fasulla nel cuore di Varese. Franco Baresi, che non si è presentato in aula, doveva rispondere invece della sparizione di una serie di opere d' arte di Lucio Fontana che gli erano state consegnate da un gallerista di Torino. Quando il commerciante ha chiesto la restituzione dei quadri al calciatore, questi sono risultati scomparsi. Baresi, difeso dall' avvocato Brusa, era stato interrogato la scorsa estate: non aveva nascosto in quell' occasione di vivere un momento di difficoltà finanziaria, ma aveva negato di essersi impadronito delle opere d' arte. Davanti al gup Giuseppe Trombino il legale del collezionista ha protestato per non aver ricevuto il risarcimento del danno subito. Sempre ieri è stata condannata la moglie di Baresi, Maura Lari: ha patteggiato 15 giorni, che vanno ad aggiungersi ai 10 mesi già inflitti alla donna nell' ambito del filone principale dell' inchiesta. C. Del. L' inchiesta Franco Baresi è stato indagato per truffa nell' ambito di un' inchiesta giudiziaria più estesa su alcune società finanziarie. Secondo l' accusa i presunti truffatori attiravano clienti, chiedevano loro fondi di garanzia che poi, regolarmente, «sparivano». Con lo stesso sistema sarebbero state rivendute all' estero automobili di lusso prese in leasing in Italia.

http://archiviostorico.corriere.it/2005/ottobre/29/Truffa_dei_quadri_Baresi_patteggia_co_7_051029039.shtml

Rutelli superstar

Stupenda interpretazione del marito della Palombelli quando presentò il nuovo portale del turismo Italia.it; forse i 35,9 milioni di euro spesi per progettare questo sito (che poi è stato chiuso) non sono giustificati da questo video, che comunque è un capolavoro assoluto. PLEASE VISIT ITALY

Una delle opinioni più belle di Gigi il Milionario

GIGI IL MILIONARIO IDOLO DELLE MASSE

24 giugno 2009

Casini Pierferdinando

La responsabilità di Google

Il Corriere della Sera di oggi riporta la notizia dell'inizio del processo penale a Google, accusato di aver lasciato on line un video in cui un ragazzo autistico è vittima di soprusi. Google si difende dicendo che è impossibile da parte sua vigilare su tutti i contenuti messi on line dagli utenti. Se provi a postare un video della UEFA Champions League esso rimane on line pochissimo, viene eliminato nel giro d'ora. E viene eliminato anche se il nome non richiama alla competizione, nè se i tag e il testo di commento riguarda questo (Google teme che la UEFA s'incazzi se ci sono dei video che ledono l'esclusiva dei diritti delle partite). Come si spiega invece che questo video è rimasto on line due mesi? Non è in gioco la libertà di informazione, Google è un editore e si deve assumere le responsabilità dei contenuti che pubblica. Se si prende i soldi degli inserzionisti, può anche vigilare sui video a cui le pubblicità su cui Google stesso campa sono collegati. Google e il ragazzo down Una causa «mondiale»

Al via il caso sulla «responsabilità oggettiva»

MILANO — «È come processare i postini per il contenuto delle lettere che portano». L'immagine è di parte: riassume sostanzialmente la linea difensiva di Google in un processo che ieri a Milano è stato rinviato al 29 settembre per l'assenza di un interprete e che sembra destinato a fare storia. Ma rende molto bene la complessità del caso. In gioco c'è il limite nella condivisione dei video e degli altri contenuti sul web.

http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_24/google_ragazzo_down_sideri_ecca0a1c-6082-11de-9ec2-00144f02aabc.shtml

Saluti e baci da Villa Certosa

Rispondo Io

« Ἄνδρα μοι ἔννεπε, Μοῦσα, πολύτροπον,ὃς μάλα πολλά πλάγχθη, ἐπεί Τροίης πτολίεθρον ἔπερσεν »
« Narrami, o Musa, di quell'uomo versatile che molto tempo vagò dopo che ebbe gettato a terra le sacre torri di Troia »

23 giugno 2009

Il segreto di Lippi

Ha portato in Sudafrica una squadra del Subbuteo. Egitto, USA e Brasile invece hanno preferito convocare dei giocatori veri, questa è l'unica spiegazione per l'eliminazione dell'Italia al primo turno.

Lo scudetto dell'Inter e Tutto il calcio minuto per minuto

Referendum della Casta

La democrazia è una cosa seria, anzi sarebbe. I cittadini aventi diritto al voto dovrebbero essere chiamati a recarsi alle urne per esprimere le proprie preferenze politiche quando ciò è utile allo Stato a cui appartengono. E le proprie scelte (o meglio la maggioranza che emerge da queste scelte) andrebbe rispettata. Con i referendum in Italia succede la cosa opposta. Organizzare una consultazione referendaria per cambiare la legge elettorale è una cazzata: è una materia su cui può tranquillamente legiferare il Parlamento. Ma promuovere un referendum soddisfa altri bisogni: sarei curioso di sapere l'importo percepito dai comitati del "Sì" e del "No". La CASTA della politica non credo abbia perso l'occasione di auto-finanziarsi. Inoltre non è assolutamente detto che se vince il SI' la legge venga effettivamente abrogata. Due esempi: nel 1995 un referendum valido (che ha superato il quorum del 50%+1 grazie al quale la decisione popolare diventa valida) ha decretato la privatizzazione della RAI. Dopo 14 anni infatti il CdA della televisione è ancora in mano ai partiti, indipendentemente dal colore politico. Nello stesso anno gli italiani avevano deciso di abolire la trattenuta automatica in busta paga ai fini dell'iscrizione ad un sindacato: tuttora essa permane. Organizzare i referendum - sapendo di perdere - è un'attività remunerativa per Segni, i radicali e chi è capace di cogliere questa occasione. Cosiccome ai partiti conviene presentarsi alle elezioni politiche o europee sapendo già a priori di non riuscire a raggiungere la soglia del 4% dopo la quale si ha diritto ad avere dei seggi. Con la nuova legge sui rimborsi elettorali, che i partiti si sono auto-votati, basta prendere il 2% dei suffragi per ricevere grassi risarcimenti... http://www.valdelsa.net/det-cy48-it-EUR-26068-.htm

22 giugno 2009

Pasti devastanti

Ieri salutare giro in bici di 42,195 chilometri (come una maratona su due ruote) vanificato da due pasti di due ristorantini, frequentati nella stessa giornata di ieri e posti in due luoghi assurdi e anche un po' inquietanti. Uno è la Wiener Haus presso quel luogo alla Blade Runner della zona commerciale di Milanofiori Nord (vedi foto sotto). Questo ecomostro, ancora in fase di costruzione, consta già di un ipermercato, del punto vendita Leroy Merlin più grande del mondo, del negozio della Datch, di un PC-City, di una palestra, di un cinema con 10 sale... Tra un po' aprirà una libreria Mondadori, unico particolare positivo. Intorno al multisala, al primo piano della struttura, ci sono solo un po' di locali per mangiare, tra cui appunto questo ristorantino stile austriaco (ottima idea di franchising). Per riprodurre un tipico locale viennese è stato semplice, tavoli e sedie in legno, tovaglietta di carta, menù cartonato e - ovviamente - cibo mitteleuropeo con una dignitosa lista di birre. Cibo buono per una spesa accettabile. Da segnalare il fatto che fosse aperto e funzionante alle 3 di domenica pomeriggio (una trattoria di stampo italico a quell'ora rimbalza i clienti) e che accetta la maggior parte dei buoni pasto. La cena invece è avvenuta in un altro posto assurdo sito sempre nel comune di Assago: nel parcheggio immediatamente accanto il Forum, compresso tra l'impianto sportivo stesso, l'autostrada A7 e la Tangenziale Ovest. Malgrado sia un ambiente tipicamente kitsch, il Festival Latino-Americando che lì si tiene per due mesi tra la metà di giugno e la metà di agosto consente di mangiare bene in uno qualsiasi dei dieci ristoranti, ognuno con una cucina tipica del paese ispanico rappresentato. Ogni sera c'è anche uno spettacolo diverso, ma bisogna avere la passione per quelle robe lì. Noi siamo stati al brasiliano, il ristorante con il miglior rapporto qualità-prezzo esistente sul mercato, ideale per chi ama mangiare tanto e/o la carne alla griglia.