30 mag 2009

Chi è questa?

Alessandra Pierelli

17/17

«Sono in pace col mondo, felice e realizzata nel lavoro»

fonte:LaPresse

Sì, ma che lavora fai, oltre a farti fotografare semi-biotta?

Figo: cari amici dell'Inter, un grazie speciale

Figo: cari amici dell'Inter, un grazie speciale
Sabato, 30 Maggio 2009 10:56:28 [FOTO Sabato, 30 Maggio 2009 10:56:28]

domani, 31 maggio 2009, sarà la mia ultima domenica da calciatore. Insieme con gli amici dello Sporting Lisbona, del Barcellona, del Real Madrid e della nazionale portoghese voglio ringraziare tutti voi, tifosi nerazzurri, che mi avete dimostrato affetto sin dal primo giorno a Milano.

Mi fa molto piacere che l'ultima domenica da calciatore sia, per me e per tutti noi dell'Inter, una domenica di festa per il successo del quarto scudetto consecutivo.

Vincere è sempre stato l'unico vero obiettivo della mia carriera. Vincere tutto quello che potevo vincere, dalle partitelle in allenamento ai campionati, dalle coppe ai trofei personali. E per arrivare a vincere ho conosciuto una sola strada, quella del sacrificio e del lavoro. Me lo hanno insegnato quando ero ragazzino allo Sporting e tutto quello che ho ottenuto non è mai arrivato per caso, ma dopo tanti sacrifici.

Per questo motivo, oggi, voglio anche chiedere scusa se in qualche partita o in qualche periodo, per colpa di un infortunio o di altro, non sono riuscito a dare il massimo. Il primo a essere dispiaciuto ero io, perché non riuscivo a dare a tutti voi quello per il quale avevo lavorato.

Quando sono arrivato a Milano, l'Inter era una squadra che stava imparando a vincere. Di strada ne abbiamo fatta tanta insieme e per questo voglio ringraziare il presidente Moratti, gli allenatori, tutti i compagni, tutte le persone del club che ho conosciuto e con le quali ho lavorato. Se sono stato bene a Milano il merito è loro.

Il calcio mi ha dato tanto, ma soprattutto mi ha regalato la possibilità di conoscere persone meravigliose, amici che resteranno per sempre, e in questo gruppo il presidente Moratti e chi ho conosciuto qui, nell'ambiente nerazzurro, avranno un posto speciale. Come tutti voi, cari tifosi.

Non avere mai avuto un problema con un solo mio compagno di squadra è il trofeo più bello della mia carriera.

A tutti gli interisti, un abbraccio sincero e la convinzione che l'Inter continuerà a lavorare per vincere sempre di più.

Con affetto,

Luis Figo

28 mag 2009

Malpensa, Italia

Roma, 04-03-2008 "Su Alitalia io sono critico, molto critico: penso che l'Italia non si dovrebbe privare di una compagnia di bandiera e vorrei che gli imprenditori si consorziassero", ha detto Silvio Berluisconi. ''Penso che non sia assolutamente possibile che un hub come Malpensa venga privato del 72% dei voli", ha osservato il leader del Pdl. "Occorre insistere su Malpensa come hub e quindi come aeroporto internazionale" ha aggiunto, specificando che a fronte di "200-300 milioni di perdite di Alitalia l'abbandono di Malpensa comporterebbe perdite per oltre 1 miliardi di euro". Per il Cavaliere, infine, di fronte a questa situazione "un paese deve anche saper sopportare le perdite di una sua azienda" che poi rappresenta un veicolo di primaria importanza per quanto riguarda l'economia legata al turismo."
La notizia era riportata sul sito di Rainews. Dico era perchè da qualche giorno non è più on line, forse in coincidenza delle nuove nomite dei vertici della RAI. E' rimasta però indicizzata nella cache di Google News (questi americani che hanno il presidente abbronzato non si fanno mai gli affari loro). Non è simpatico che un mezzo d'informazione apparentemente libero come un sito della Rai riporti questa notizia quando i fatti hanno detto che quello che raccontava 16 mesi fa si è rivelata un balla spaziale. Ma è probabile che il Cavaliere sia stato frainteso.

La ricetta del Barcellona vincente

LIBERARSI DEI PROPRI BIDONI VENDENDOLI AL BILAN, E ANCHE GUADAGNANDOCI.

Il telefonino per vedere le donne nude

Una geniale trovata del genere andava in voga già negli anni Settanta: alcune pubblicità sui periodici commercializzavano degli occhialini con i quali si potevano vedere le persone (solo le donne in verità) prive di indumenti. Nel XXI secolo invece esiste un programmino con cui "scoprire" chi è intorno grazie al proprio cellulare. Per chi si sentisse gonzo e volesse acquistare, il link è questo.

27 mag 2009

Della profanazione degli idoli

La risposta della società rossonera si commenta da sola. Ma il silenzio non è sinonimo di stile, ma di ignavia.

Il capitano rossonero contestato dagli ultrà

Maldini amaro: «Che brutto il silenzio del Milan»

«La società non si è ancora dissociata, pensavo che un suo atto pubblico fosse dovuto»

Paolo Maldini, quello che è accaduto domenica, in occa­sione del suo addio a San Si­ro, è davvero stupefacente. «In effetti. Uno pensa di ave­re visto tutto e invece...». Amareggiato? «È stata una domenica sur­reale. Così bella all’inizio, con lo stadio pieno. Davvero stu­pendo. Poi però c’è stata quel­la bravata di 100-200 persone che non va sopravvalutata ma che non deve neppure passare sotto silenzio. Io ho sbagliato, ho offeso i contestatori con un gesto istintivo e tante parolac­ce. Me ne assumo la responsa­bilità. Però l’ho fatto per reagi­re contro una cosa organizza­ta, preparata e pensata senza che io potessi rispondere. Pur­troppo, questo è il calcio in Ita­lia ». Lei non ha un grande fee­ling con gli ultrà. «È vero. Non ho mai cercato un rapporto con loro ma non l’ho fatto per snobismo. È che ho sempre puntato sulle mie forze, cercando di meritarmi tutto sul campo: il rispetto dei miei tifosi e quello del mondo del calcio. Per il cognome che porto mi sono sempre dovuto fare un mazzo così. Nessuno mi ha mai regalato niente». Perché invece tanti calcia­tori hanno rapporti privile­giati con le curve? «Ti avvicini a loro perché ti senti più protetto. Ti fanno i cori a favore, ti fanno gli stri­scioni. Ma sa qual è stata la persona che ha rafforzato le mie convinzioni? Franco Bare­si. Mi ripeteva: fai tutto in cam­po, non cercare aiuti esterni. Ero capitano da 6 mesi e già mi contestavano: Maldini non sei degno di essere capitano». Ma cos’è successo esatta­mente tra lei e gli ultrà? «Da quello che alcuni di lo­ro sono andati a dire in tv, io gli avrei dato dei pezzenti ma una parola del genere non ap­partiene al mio vocabolario. In tutti questi anni ci sono stati soltanto due motivi di frizio­ne. Nel 2005, di ritorno dalla fi­nale di Istanbul, all’aeroporto mi si avvicina uno di vent’an­ni e mi dice: ci dovete chiede­re scusa. Cosa? Io gioco da vent’anni e devo chiedere scu­sa a un ragazzino dopo una fi­nale perduta ma dominata sul piano dello spettacolo? Ma sia­mo matti?». L’altro episodio? «Supercoppa europea di Montecarlo contro il Siviglia, nel 2007. In curva stavano tut­ti zitti, volevano picchiare chi provava a tifare. Non so cosa li spingesse a non tifare, se que­stioni economiche o di potere. Allora io, in un’intervista, dis­si: la squadra non è contenta, San Siro per il Milan è uno sta­dio magico ma sta perdendo la sua magia. Giancarlo, uno dei capi, dice che l’ho chiama­to per chiedere scusa ma non è vero: non ho neppure il suo numero di telefono. Abbiamo chiarito tutto un giorno: li ho incontrati per strada, è stato un confronto pacato». Dopo quello che è succes­so non sarebbe il caso di un nuovo chiarimento? «Io sono a posto così. Non devo chiarire niente con nessu­no ». Accetterebbe delle scuse? «Per carità. Le scuse non le voglio». Quali sono i messaggi di solidarietà che le hanno fatto più piacere? «Esclusi quelli provenienti dal mio ambiente e dalla mia famiglia, e già facciamo un centinaio di persone, ne potrei citare tanti. Platini, che mi ha mandato una lettera bellissi­ma prima della partita; Frey, che mi ha detto che la festa me la fa lui domenica; De Biasi, un allenatore che conosco poco; Ciro Ferrara, che avrà avuto an­che i cavoli suoi; Fiorello, che è pure interista. E poi Stefano Borgonovo, Meneghin, Panca­ro, Javier Zanetti, Serena, Al­bertini... Comunque c’è un pa­radosso...». E quale sarebbe? «Lo striscione affettuoso che mi ha dedicato la curva dell’Inter nell’ultimo derby e quello di domenica della cur­va del Milan».

Ma è vero che ha litigato con Leonardo? «Ridicolo. Lui mi ha detto in un orecchio di lasciare per­dere e io gli ho risposto che non ci pensavo nemmeno, che un uomo deve essere un uo­mo fino in fondo. Quando ci è stato riferito che secondo alcu­ni avremmo litigato, ci siamo messi a ridere». Paolo, c’è ancora amarezza dentro di lei? «Devo dire che, pur essen­do passate più di 48 ore da quell'episodio, la società non ha ancora preso posizione. Il Milan avrebbe anche potuto dissociarsi e invece non l'ha fatto». Chi sarebbe dovuto interve­nire? Berlusconi? Galliani? «Il presidente l'ho visto un minuto... Galliani gira con la scorta... Bastava un dirigente qualsiasi. Pensavo che una pre­sa di posizione pubblica fosse dovuta».

Corriere della Sera di oggi

LA RISPOSTA DEL BILAN:

LETTERA APERTA A PAOLO MALDINI

27/05/2009 10.27.00

La Società scrive al nostro Capitano. Adriano Galliani: "Capisco la tua amarezza: sono sotto scorta, come sai, da due anni...Ritengo che il silenzio sia l'arma più efficace..."

Caro Paolo,

ho letto la tua intervista e capisco la tua amarezza: sono sotto scorta, come sai, da due anni proprio a causa dei comportamenti di quelle persone che ti hanno contestato.

Sono stato io a prendere la decisione di tacere: non solo perché mi è stato consigliato, ma soprattutto perché ho ritenuto, e tuttora ritengo, che il silenzio sia l’arma più efficace per non dare ulteriore spazio a condotte quali quelle di domenica.

Adriano Galliani

26 mag 2009

Pubblico di M

Ci hanno sempre raccontato che il pubblico del Milan era caldo, che si caratterizzava per il fatto di stare sempre vicino alla propria squadra mentre quello interista no: perennemente pronto a fischiare i propri giocatori alla prima difficoltà, al contrario di quello rossonero, vicino alla squadra pure quando giocava nella serie cadetta.
Come si può non tributare l'omaggio dovuto alla storia dei cugini ad uno dei propri più grandi giocatori? Dopo 24 anni di carriera (quasi) sempre ad alto livello.
E invece i bilanisti hanno rovinato la gara di addio del proprio Capitano, l'ultimo numero 3 ad indossare la casacca rossonera perchè - credo e spero - la società provvederà a ritirare questa maglia.
Soprattutto forse per evitare che qualche scellerato la possa indossare, e tra i difensori bilanisti attuali di scarsoni ce n'è a mazzi.
Questa contestazione della Curva Sud (il cuore del tifo organizzato) ha stupito parecchie persone, compresi gli addetti ai lavori.
Sbagliato.
Un milanista è un milanista non per caso. Ha deciso di interrompere le proprie sinapsi probabilmente sin da giovane abbracciando la fede bilanista; egli è uno che ha visto la propria squadra retrocedere in Serie B (una volta gratis e una volta a pagamento, come amava ricordare l'Avvocato Prisco), che ha assistito allo scempio dell'alleanza Meani-Moggi nell'ultimo scandalo di Calciopoli senza capire l'affinità tra le due società nella spartizione mafiosa dei campionati italiani, che ha Silvio Berlusconi come presidente da più di vent'anni (che viene accusato di aver rubato su tutto, compresa la corruzione di testimoni nei processi dove lui era imputato o dell'assunzione come stalliere di un personaggio discutibile, pure la moglie dice che è uno che non sta bene) ma pensa ancora - del tutto serenamente - che nel calcio non abbia mai rubato. Ovunque magari, in qualsiasi contesto, ma non nel Milan.
Il futuro scoperchierà questo ultimo tabù del Cavalier Silvio. Sapremo tra non molto tempo che non si chiamava fortuna l'arma segreta con la quale il BB?ilan vinceva le Coppe Europee. Ma solo finchè c'era il Santo Subito Leo Meani. A cui la Curva Sud andrebbe intitolata. O intitulata.

Articolo 11

Articolo 11 (Costituzione della Repubblica Italiana)

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

25 mag 2009

Confusione bilanista

1) La contestazione della Curva Sud al proprio capitano Maldini (no-comment)
2) La volontà di non vendere Shevchenko (e chi se lo comprerebbe uno così scarso?)
3) La constatazione che Silvio Berlusconi li ha presi in giro (ma dove hanno vissuto negli ultimi 15 anni?)

24 mag 2009

Riscossa Milan, prosegue la crisi dell'Inter

La penultima giornata della stagione 2008-2009 della Serie A conferma la situazione delle varie emergenze ormai persistenti.
Il Milan dimostra carattere e personalità onorando l'ultima gara casalinga di capitan Paolino Maldini rifilando due sonore scoppole alla Roma mentre l'Inter non va oltre la sconfitta contro il Cagliari.
L'Inter è in crisi, e oggi l'ha appalesato anche ai più scettici perdendo 2 a 1 addirittura contro una squadra che gioca su un'isola (!!!).
Il gol della bandiera lo segna Ibrahimovic, che a fine partita così commenta la doppietta odierna del Principe Milito: "Diego Milito oggi ha fatto due gol? Parlate del Nano che giocherà nell'Inter la prossima stagione? Nessun problema, se verrà da noi avendo vinto la classifica cannonieri (rubandola a lui, NdR) non serberò alcun rancore verso di lui"
(Girano voci numerose ma infondate che pochi minuti dopo questa dichiarazione il campione svedese abbia assoldato una nota azienda brianzola di fuochi d'artificio per fare la festa all'argentino appena giungerà ad Appiano Gentile; si suppone un impiego di Diego Milito quale inusitata attrazione pirotecnica)
Malgrado la pur letale e spettacolosa doppietta di Ambrosini di oggi pomeriggio, sono partite ingenerose contestazioni alla dirigenza milanista e al Presidente Berlusconi da parte delle frange più estremiste (di estrema sinistra). Probabilmente è sfuggito a costoro l'ambizioso progetto di portare il Milan al quarto posto, con il quale saranno garantiti quei preliminari di Champions League con il quale potrà essere ulteriormente diffuso il verbo rossonero.
Nella prima immagine sotto riportata, il consulente tecnico e unico di mercato milanista mostra il Presidente rossonero allo specchio, mentre raccoglie i propri preziosi pensieri.
Nella seconda diapositiva vi è uno striscione in cui ingiustamente i tifosi della curva Sud accusano la propria dirigenza di non aver operato una campagna acquisti efficace nei risultati, negli ultimi anni. Tali risultati sono stati più che soddisfacenti ma sono stati manipolati da una certa sinistra (in cui la magistratura avrà certamente rivestito il suo peso) e quindi i tifosi rossoneri sono diventati insoddisfatti.