11 set 2008

Senza titolo



Giusy Ferreri come Valeria Rossi

Nell'estate 2001 furoreggiava Valeria Rossi con la canzone tormentone di quella stagione: "Tre Parole (Sole, Cuore e Amore)". L'anno dopo era già scomparsa, sic transit gloria mundi. Quest'anno è la volta di Giusy Ferreri: da gennaio andando all'Esselunga la incontrerete sicuramente.

Isole greche: da zero a dieci


Negli ultimi cinque anni, esclusa la parentesi del viaggio di nozze in Messico (finanziato da apposita lista nozze), solo nelle isole greche ho fatto vacanze balneari strutturate. Ecco quindi che posso stilare una classifica con miei personalissimi voti delle 10 isole che io e la Bomba abbiamo visitato. 

KOUFINISSIA 10. Bellissima. Il mare come una piscina (pure la spiaggia del porto è eccezionale da questo punto di vista). Con una sola strada asfaltata di qualche kilometro. Si gira letteralmente a piedi. Allontanandosi progressivamente dal centro, le spiagge diventano - ove possibile - più belle. Gli italiani che la visitano sono pochissimi, e questo fa capire la pressochè totale assenza di vita mondana. Altro che i Caraibi.

NAXOS 9. Tutto quello che ci si aspetta da un'isola greca: bella, semplice e non sofisticata. Più di 20 km di spiaggia sabbiosa dal capoluogo verso sud più un numero pingue di altri ed eterogenei accessi alla battigia. L'unica isola dedita anche all'agricoltura e con dei villaggi all'interno che non sembrano abbandonati poichè colpiti dalla peste, come in altri luoghi dell'arcipelago. Ci sono pure gli agriturismi, anche se i cittadini del luogo non hanno ancora imparato a chiamarli così e quindi i prezzi sono ancora ragionevoli. Isola genuina e dal turismo proletario. Due siti archeologici e una statua incompiuta (Chouros). 

MILOS 8. Isola vulcanica fuori mano dalle rotte principali dei traghetti. Paesaggi anche verdeggianti (rari in queste latitudini) e spiagge eterogenee. Poca gente. Della famosa Venere di Milo rimane una riproduzione 1:1 e una targa che onora il luogo del ritrovamento. I paesi non sono eccezionalmente belli ma nel complesso l'isola sì. Notevole la taverna dove viene cucinato il capretto sfruttando il calore geotermico proveniente dal sottosuolo. Molto carino il villaggio di Klima, con le case direttamente sul mare. Kleftiko è raggiungibile solo via mare ma presenta rocce particolari. 

SCHINOUSSA 7. Un luogo fuori dal tempo, lontano anni luce dagli altri luoghi del turismo. Un solo paese sul cucuzzolo di una collina e le spiagge tutte attorno. Poche taverne, veraci e genuine però. In questa nulla assoluto, c'è però un internet point. L'atmosfera è particolare: i cittadini locali, non ancora ammorbati dai tarli dell'industria turistica, sono cordiali (offrono passaggi in automobile ai passeggiatori, una forma di autostop al contrario molto innovativa). C'è la villa del Berlusconi greco. 

PAROS 6. Bella quasi quanto Naxos ma tendente al "puzzettone" quasi quanto Mykonos. Dei due centri principali Parikia (dove è situato il porto con gli attracchi dei traghetto) è anonimo e caotico mentre Naoussa è il più bel villaggio delle Cicladi: pittoresco e ordinato, ha mantenuto l'aspetto del paese di pescatori (pesce fresco e ottimo quindi). L'isola, che ha uno sviluppo costiero pari quasi a quello della regione Marche, ha spiagge di ogni tipo: da quelle per il wind-surf, a quelle sabbiose, rocciose, ciotolati o con i tamerici sul mare.

KARPATHOS 5. Voto basso che tiene conto dei villaggi anonimi e privi di personalità, ad eccezione di Olympos che è a due ore di auto (!) dal capoluogo (strada di montagna non asfaltata). Si trova nel Dodecanneso e lo si capisce dall'assenza di un'architettura tipica o con uno stile coerente. Il paese di Arkassa andrebbe raso al suolo e ricostruito. 

ANTIPAROS 4. Il nome è riduttivo: uno pensa che è "Anti" perché è di fronte a Paros e non c'è null'altro da segnalare. Chi gli ha dato il nome avrà sicuramente avuto poca fantasia. Un solo paese sull'isola e ai minimi sindacali. Quattro spiagge (carine) e le grotte con le stalattiti e le stalagmiti (all'interno dell'isola ad una decina di km dal porto). Trecentodieci scalini però: come salire al sedicesimo piano di un palazzo. Ha senso andare a visitare queste ultime però. Il paese si può saltare così da avere il dubbio che sia un bel posto. 

DELOS 3. E' patrimonio dell'UNESCO. Diede i natali ad Apollo e Artemide e per questo fu un'isola sacra nell'Antica Grecia. Mi aspetto analogo trattamento per il quartiere dov'è nato Javier Zanetti. Ora il parco archeologico occupa tutta l'isola e ci vogliono almeno un paio d'ore per visitare ciò che rimane. Interessante qualche tempio rimasto in piedi o ricostruito, il museo e i famosi leoni di Delos: ne sono rimasti solo tre perché gli altri sono stati saccheggiati (uno è anche a San Marco a Venezia). Si raggiunge da Mykonos quindi può sembrare per affinità un posto di merda. Ma non è. 

KYMOLOS 2. Un'isola ostentatamente inutile. Curioso che non sia disabitata. Probabilmente è meta di masochisti autolesionisti. Propongo di modificarne il toponimo in SKIFOLOS.

SANTORINI 1. Bella l'isola vulcanica, bello il tramonto a Oia e il panorama. Ma i tramonti sono tutti uguali, com'è noto, e infatti anche stasera ce ne sarà un altro. Il traffico ricorda corso Buenos Aires a Milano sotto Natale ma con più smog e un traffico meno disciplinato. Le spiagge tutte nere. Stesso discorso che per Mykonos: ci si passa solo perché ci arrivano i voli.

MYKONOS 0. L'isola ha veramente poche spiagge, e le poche che ci sono piccole e tendenzialmente non libere (ovvero con gli ombrelloni e le sdraio che sei obbligato a prendere dato che il concetto di spiaggia libera è ignoto). Elia Beach è la spiaggia più bella. Ci sarebbe anche la spiaggia libera qua, ma è frequentata unicamente da gay (tendenzialmente con batacchio al vento perché trattasi di gay naturista) e sembra che le donne (se non lesbiche) non siano bene accette (l'ho constatato ed è vero). Bello il paese principale (Chora): un dedalo di viuzze in cui è bello perdercisi. E' l'isola più costosa delle Cicladi ma è che ci si deve passare quasi per forza datosi che c'è uno dei due aeroporti dove arrivano i voli diretti dall'Italia. Adatta ai fighetti casinari nazional-popolari (i fighetti biondini radical chic vanno a Folegandros, vedi anche). Per finire, è l'isola più ventosa del mondo. 

HERAKLIA Senza Voto. Forse è bella o forse no. Certo il paese sul porto sembra Chernobyl dopo il problemino alla centrale nucleare. E nell'unica spiaggia dell'isola risiede la Rosa dei Venti.


09 set 2008

Sono tornato

Questi sedici giorni di vacanza ci volevano. Non che ne sentissi il bisogno, ma stare in vacanza è meglio che lavorare. Soprattutto in Grecia, nelle Cicladi, dove secondo me si situa l'optimum delle ferie estive. Siamo stati a Paros due settimane. Questa isola ha uno sviluppo costiero pari a quello della Riviera Romagnola, ma c'è un millesimo dei turisti. E il mare è mare. Abbiamo noleggiato un auto per € 25 al giorno facendo più di 800 km in due settimane per visitare proprio tutte le spiagge. Decisamente un bel posto, e fine agosto - inizio settembre è un periodo ideale per evitare il caos dell'alta stagione. Tanto nelle Cicladi non piove MAI tra aprile e novembre, e manco ci sono le nuvole. Al limite l'acqua marina è un po' fredda (24° ma ci si abitua) e tira il proverbiale vento di meltemi (ma se non ci fosse, la temperatura dell'aria sarebbe insopportabile, anche all'ombra). E si mangia bene, spendendo poco o il giusto. Noi alloggiavamo a Naousa in una stanza con bagno e cucina (non coincidenti). Bello. Mai visto così tanti gatti, notevoli anche per me per cui nutro un sincero disprezzo. A cinque minuti a piedi dal centro del paese con la padrona di casa che cambiava lenzuola e asciugamani quasi quotidianamente. Purtroppo negli ultimi cinque anni abbiamo visitato TUTTE le Cicladi interessanti... E adesso?