07 ago 2008

Italiani brava gente?

Cassetta della posta


Entro nel portone e vedo posta nella casella (non l'e-mail, quella fisica), che è sita nel portone a pian terreno.


Estraggo la chiave, la inserisco nel suo buco della serratura mentre una persona mi guarda.

Cazzo guardi, penso io, che l'ascensore è anche arrivato, vai al tuo cazzo di piano e lasciami stare.

Magari mi ha scritto l'ENEL Gas che (magari) mi ha accettato come suo cliente (dopo 11 mesi di attesa magari avrò l'onore) oppure sarà la prima bolletta Tiscali (magari) senza numeri di fatturazione fantasiosi.


Questo ancora guarda, cazzo guardi pirla, mi fissa continuando a rompere i cabasisi.

La chiave non apre.

Tu intanto pirlone spariscimi dalla vista.

L'avrò messa al contrario, ma manco al contrario si apre.

Ah cazzo. Non è proprio la mia casella di posta.


E manco quella accanto (verificando).

Cazzo continui a guardare, pirla.

Sarà quella vicino. Sono nuovo. Cazzo ne so delle vostre regole ferree.


Minkia, non è neanche quella vicina.


Vabbè vattene stronzo. Le caselle della posta sembrano tutte uguali, anche se i cognomi scritti in grande all'esterno dovrebbero aiutare.

Se ne va il molestatore.


Ma intanto deduco che la chiave in mio possesso si vede che non è la mia. Perché non apre manco la mia.


La Bomba non me ne ha data una copia, ma mi vuol bene uguale.


Prendo l'ascensore appena arriva.

Saranno state spam comunque.

Prima o poi avrò anche la chiavetta della cassetta della posta di casa mia.


Sono anche grande abbastanza. Ne ho diritto.

05 ago 2008

Meduse (perchè ce ne sono così tante?)

Ma quali sono le cause? Sicuramente i cambiamenti climatici (innalzamento della temperatura dell’acqua) ed il numero sempre più esiguo di nemici naturali (le tartarughe marine, i tonni, i pesce spada ed i cetacei). Pare che, infine, l’inquinamento stesso ne favorisca la proliferazione, quindi è da escludere la leggenda metropolitana che le meduse si trovano solo nei mari puliti (guardate oggi il mare di Genova, certificato come inquinato: è pieno di meduse). I recenti studi, infatti, confermano che le meduse si riproducono e vivono anche in ambienti inquinati, poveri di ossigeno, ma ricchi di sostanze nutritive. L’immissione in mare di prodotti chimici derivanti da attività agricole e zootecniche e dal cattivo funzionamento dei depuratori favorisce l’anomala riproduzione del fitoplancton (microrganismi vegetali) che alimenta lo zooplancton (microrganismi animali) a sua volta nutriente delle meduse. Le quali, quindi, non sono affatto simbolo di acque pulite, ma indicatore di un ecosistema marino alterato. Se le meduse mediterranee non sono pericolose più di tanto, nei mari tropicali esistono alcune specie in grado di uccidere un uomo in pochi minuti (come la medusa cubo australiana per esempio). La proliferazione delle meduse è un problema ecologico internazionale (che va ben oltre il fatto di non poter “fare il bagno”), è un grave segnale di squilibrio ambientale che non rientra nella normale evoluzione del pianeta.
Questa estate si prevede un’invasione sulle coste spagnole, francesi e dell’Italia centro-settentrionale. Già in questi giorni le segnalazioni si moltiplicano. Gli scienziati e biologi marini hanno notato un’anomala proliferazione di questo celenterato in tutti i mari del pianeta, anche nel nostro Mediterraneo.
Fonte